TAV: LAVORATORE LICENZIATO IN CANTIERE VINCE LA CAUSA PER IL REINTEGRO, MA LA SOCIETÀ HA FATTO RICORSO

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CHIOMONTE – Il Tribunale del Lavoro di Torino ha annullato il licenziamento di un dipendente del cantiere Tav di Chiomonte. Il giudice del lavoro Gian Luca Robaldo ha ordinato il reintegro del lavoratore (P.P., residente a Susa), oltre al risarcimento del danno da parte della ditta, al versamento dei contributi previdenziali e alla copertura delle spese legali del dipendente.

Una sentenza importante, nata dal ricorso presentato da P.P., difeso dagli avvocati Usseglio e Ghia. Il lavoratore era stato licenziato il 23 febbraio 2017 dalla Società Consortile Venaus (con sede a Ravenna), ma ha impugnato il provvedimento e il tribunale gli ha dato ragione. Tuttavia l’azienda non ci sta e ha presentato appello contro la sentenza di primo grado: il 19 giugno si terrà l’udienza al Palazzo di Giustizia.

Venaus è una società consortile di scopo costituita dalla Cooperativa CMC di Ravenna, Strabag Ag, Cogeis Spa e Bentini Spa. P.P. era stato assunto dal febbraio 2014 con la mansione di elettricista.

Tutto nasce da quando, lo scorso anno, la società consortile ha terminato le attività principali nel cantiere : l’incarico assegnato dall’allora Ltf (ora Telt) consisteva nel realizzare il famoso cunicolo esplorativo geognostico della Maddalena  – lungo 7 chilometri e da diametro di circa 6 metri – una vasca di raccolta delle acque pluviali e una pavimentazione carrellabile all’interno del cunicolo. Nel febbraio 2017 sono terminate le attività di scavo del cunicolo e quindi è stata ridotta l’attività di cantiere.

Il 16 dicembre 2016 la società ha avviato il procedimento collettivo per licenziare progressivamente 45 lavoratori sugli 86 totali, entro il 31 maggio 2018.

Il 16 febbraio 2017 la società Venaus ha sottoscritto il verbale di accordo con i sindacati, stabilendo di tenere in cantiere solo 1 elettricista e tutti i manutentori elettromeccanici.

P.P. lavorava nel cantiere Tav come elettricista: dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento ha fatto ricorso, sostenendo che la ditta non avesse seguito correttamente l’iter procedurale per gli esuberi, avendo distinto nella “graduatoria” gli elettricisti dai manutentori elettromeccanici, pur svolgendo le stesse mansioni.

“In ambito di licenziamento collettivo la scelta dei dipendenti da licenziare non può essere esercitata in modo discrezionale – ha spiegato il giudice del lavoro nella sentenza – ma deve essere, al contrario, rispettosa dei criteri di scelta individuati in accordo con le parti sindacali, o in mancanza, dei criteri stabiliti dalla legge: 1) carichi di famiglia, 2) anzianità, 3) esigenze tecnico-produttive”.

Secondo il giudice, nella procedura di licenziamento collettivo la società Venaus avrebbe separato erroneamente i lavoratori con qualifica di elettricista da quelli con qualifica di manutentore elettromeccanico: “I primi sono stati tutti licenziati, tranne uno, mentre i secondi sono stati mantenuti in forza”.

“Nella realtà dei fatti, gli elettricisti e gli elettromeccanici venivano impiegati all’interno e all’esterno del tunnel con gli identici compiti” scrive il giudice, basandosi sulle testimonianze rese da alcuni testimoni, ma P.P. “è stato comparato con i soli colleghi elettricisti”.

Per tutte queste ragioni il tribunale ha annullato il licenziamento dell’elettricista valsusino e ordinato il suo reintegro in cantiere. Ma la battaglia giudiziaria non è finita: il 19 giugno gli avvocati delle parti si presenteranno nuovamente davanti al giudice del lavoro perchè la società Venaus ha presentato ricorso.

Secondo i legali della ditta, P.P. sarebbe stato comunque licenziato – anche facendo una nuova graduatoria unitaria tra elettricisti e manutentori – in quanto avrebbe comunque dei punteggi più bassi rispetto ai colleghi, sempre per i criteri stabiliti dalla legge.

 

 

 

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