TURISMO E SCI, “NO ALLA CONCORRENZA SLEALE DELL’ESTERO”: INTERROGAZIONE ALL’EUROPA

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“In queste ore convulse per gli operatori della montagna e l’economia del turismo invernale, dinanzi alla continua incertezza del Governo Conte e alle indiscrezioni sulla prossima chiusura degli impianti di sci sul territorio nazionale, il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani ha presentato una interrogazione urgente al Parlamento Europeo, sulla base dell’articolo 138 del regolamento, per chiedere alla Commissione europea di assumere un coordinamento europeo con decisioni e regole comuni sullo sci nell’ambito dell’Unione Europea, proprio per evitare che i singoli stati membri adottino misure differenziate che andrebbero a determinare una sleale concorrenza, a compromettere il regolare funzionamento del mercato interno del turismo invernale e sarebbero di conseguenza penalizzate tutte le imprese italiane operanti nel settore turistico invernale, con la beffa economica di avere a pochi chilometri di distanza gli impianti e le piste di sci chiuse in Italia e regolarmente aperte oltrefrontiera. Ringrazio il Presidente Antonio Tajani, per la sua disponibilità e attenzione che dimostra per un settore fondamentale per l’economia che vale il 12% del PIL, e un fatturato di dieci miliardi di euro, con Antonio Tajani siamo sempre in costante contatto per seguire insieme l’evolversi della situazione”.

Lo dichiara in una nota l’esponente di Forza Italia Alberto Colomb, coordinatore piemontese degli azzurri in alta Val di Susa Sestriere Via Lattea.

interrogazione_sci
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1 COMMENTO

  1. La soluzione non è costringere tutti gli altri a chiudere ma convincere questo governo di incapaci e decerebrati che si fa suggerire cosa fare, su tutto, da task force di sapientoni pagati profumatamente con le nostre tasse.
    Se gli altri aprono fanno bene, proteggono le loro economie montane, cosa che dovremmo fare anche noi.
    Non funziona il “mal comune mezzo gaudio”.
    Chi ragiona in modo corretto e applica le dovute misure di sicurezza deve poter aprire.
    Fanno molto bene Svizzera e Austria ad aprire le piste e se sarà possibile quest’anno invece di sciare in Val Susa andrò a sciare in Svizzera, se possibile.
    Ma le task force stanno già preparando ritorsioni verso chi tenterà di sfuggire al loro controllo, con punizioni esemplari, stile DDR.

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