VALSUSA, 2 PERSONE BLOCCATE SUL MUSINÈ: CRISI DI PANICO, RECUPERATI DALL’ELISOCCORSO

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CASELETTE – Domenica 4 settembre due escursionisti sono rimasto bloccati nella zona dei Torrioni del monte Musiné. Sono stati dall’elisoccorso 118, con l’intervento del soccorso alpino, perché uno di loro ha avuto una forte crisi di panico ed è stato ricoverato in ospedale. Hanno dato l’allarme a voce, allertando due escursionisti in prossimità della cima, che hanno chiamato i soccorsi.

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41 COMMENTI

  1. In effetti stare sulle pendici del Musinè, monte di tante leggende e misteri, in una giornata con tempo da lupi ululanti come oggi, in mezzo ad una fitta nebbia inesistente, farebbe “cagare sotto” quasi a chiunque ?
    O forse a far cagare sono solo quei 2?

  2. Molti anni fa ho avuto una crisi di panico in cima alla Civetta (non il Musinè). Son dovuto scendere, grazie ai miei compagni, per 900 metri in doppia, altro che elisoccorso.

    • Gli imbecilli ritardati che infestano queste pagine con i loro commenti inutili, oltre a non conoscere nulla della montagna, non hanno idea di cosa sia una crisi di panico (che può accadere a chiunque). Prima o poi toccherà anche a loro aver bisogno di aiuto, e spero che nessuno li soccorra, per contrappasso.

      • Anzitutto GRAZIE! che ci consideri delle tue stesse qualità.
        Poi andare in montagna significa anche saper valutare tutte le corcostanze ed eventualmente anche rinunciare.
        Ma oggi troppi vanno avanti impreparati contando sul fatto che poi accorra qualcuno a trarli d’impaccio

    • E con questo vorresti dire che è stato meglio scendere 900m in doppia in stato di panico che essere soccorso in sicurezza con un elicottero? Ma ste cose le pensate davvero o è solo colpa dell’avere davanti un video che vi fa perdere il contatto con la realtà? Fortunatamente il mondo non è governato da imbecilli senza un minimo di cervello come voi commentatori medi da social, altrimenti sarebbe già finito dell’anarchia e nell’ “ognuno pensi a sè stesso”.

    • Appunto, ma gli “escurionisti” dovrebbero limitarsi ai sentieri che si possono perrcorrere giulivamente con le mani in tasca, lasciando perdere torrioni per i quali suppongo necessiti una preparazione alpinistica che non si improvvisa.

  3. Crisi di panico va soccorsa comunque, non è un ‘capriccio’. È stare male sul serio solo che li l’ambulanza non ci arriva, ci vuole il soccorso alpino. Altri sono i casi (proprio sul musine) di gente che fa senza pensare poi si ritrova di notte male attrezzata, manco sa dov’è

  4. Che meraviglia! Il Ritardato che da del ritardato agli altri che se la prende con Aldo, che a sua volta non brilla! E poi tutta la serie di difensori dell’indifendile! E intanto i malnati “escursionisti” continuano a regalarci esperienze al limite dell’umano…

    • Capisco che tu sia uno di quei panzoni che faticano a fare una rampa di scale e moriranno di infarto sulla loro bella poltrona, ma nel resto del mondo per tua sfortuna c’è gente a cui piace divertirsi all’aperto tenendosi in forma. E per quanti commenti da ritardato tu possa continuare a fare su internet, il soccorso alpino resterà sempre efficiente e per tutti. Mentre tu resterai sempre un ritardato, represso e con scarsa aspettativa di vita.

      • La solita arroganza del ritardato che da del ritardato agli altri…insulti, auguri di sventura, supposizioni errate sulle persone e sul loro stile di vita…insomma niente di nuovo…un inutile leone da tastiera che ama definire come tali gli altri e invece ogni volta conferma quanto sia solo un ottuso che odia chi la pensa diversamente. E attacca in modo impotente chi gli ricorda semplicemente la sua pochezza di spirito.

    • Io sono dalla parte degli escursionisti,si sono trovati in difficoltà e credo che sia buon senso aiutarli…prima di giudicare,appelliamoci al nostro senso civico,cosa avreste voluto facessero foste stati al posto loro?

  5. Inevitabilmente il numero di persone che pratica attività outdoor é in costante aumento. Questo è un bene in quanto l’attività motoria fa bene alla salute e allo spirito. Purtroppo a volte capitano incidenti. Bisognerebbe approcciarsi a tali attività con un minimo di responsabilità e attenzione. Fortunatamente, infatti, al di fuori delle nostre città a volte “soffocanti” vi sono spazi naturali nei quali occorre addentrarsi con spirito diverso rispetto a quello adottato nelle vie pubbliche o nei parchi e giardinetti pubblici. I sentieri possono essere impervi e le indicazioni non sempre reperibili. Questo sviluppa il senso dell’orientamento e fa parte del gioco. Occorre prudenza, senso del limite e attrezzatura adeguata.
    Purtroppo però fa più rumore un albero che cade rispetto ad una foresta che cresce ed allora appena succede il patatrac ecco i revisori della spesa che attaccano. Tutti contro all’escursionista. Vi siete mai chiesti, invece, il costo sociale ed economico dei numerosi e frequenti incidenti stradali? Scagliatevi contro chi guida superando i limiti ed infrangendo il c. d.s, contro chi ha scambiato la tangenziale per un’arena ove si viaggia senza un domani. Pensate a quanto costano gli incidenti stradali ove anche li si fanno intervenire elisoccorso, ambulanze e ci sono ricoveri e cure mediche, mutue, invalidità, senso di insicurezza sulle strade etc. Poi vedrete che il costo per qualche sprovveduto o magari solo sfortunato escursionista non vi creerà più fastidio.

  6. Io credo che il vero problema sia la frammentarietà delle informazioni in questi articoli. Che una crisi di panico generica colga DUE persone contemporaneamente è una fatto che mi pare davvero complicato e improbabile, crisi di panico tale che non si curi con due gocce di medicinale adatto ma necessiti di un ricovero. Intendo che anche ponendo un totale esperto che perde la strada e si trova in un posto dove a muoversi rischia, nel momento in cui chiama i soccorsi sta li e aspetta, il peggio è la brutta figura.
    Allora mi sorge una ipotesi, non è che il ricovero si è reso necessario per non far pagare loro il soccorso ? Già, perché una chiamata ingiustificata sarebbe onerosa, ma GIUSTAMENTE il nostro soccorso non concorda con la cosa perché se no invece che due persone dall’orgoglio leso rischiamo di trovarci due morti, e non è nella filosofia del soccorso fare in maniera che la gente muoia in montagna, se possibile. Qui ci vorrebbe un minimo di approfondimento giornalistico, perché magari la mia “ipotesi” potrebbe essere confermata o meno con un minimo di lavoro.

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