SUSA, ANZIANA INVALIDA CHIEDE AIUTO: “NON POSSO PIÙ SALIRE LE SCALE, MA L’ATC MI NEGA IL CAMBIO ALLOGGIO”

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Nonna Maria nella sua abitazione a Susa

di FABIO TANZILLI

SUSA – Maria è una tenera nonnina di 75 anni: è invalida, ben oltre il 75% (come certificato dall’Inps, al punto che dal 2012 ha ottenuto l’esonero a vita da future visite di controllo) e soffre di problemi alle gambe e al cuore, oltre che di altre patologie. Vive da circa 15 anni all’ultimo piano nel palazzo delle case popolari in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, vicino alla caserma dei carabinieri.

Ogni giorno, per tornare a casa, Maria deve salire tre rampe di scale (due lunghe e una breve) perché il suo alloggio si trova al secondo piano. Il palazzo non è dotato di ascensori e neanche di montascale per disabili. Da mesi, quella che sarebbe una normale consuetudine è diventata un calvario.

Le case popolari di Susa: l’alloggio dove abita nonna Maria è all’ultimo piano

La donna ha una grave limitazione alla deambulazione certificata dai medici. Da tempo aveva problemi alle gambe, ma ormai le sue ginocchia si sono “consumate”, non ha più la cartilagine: a metà ottobre ritirerà i tutori dall’Asl, ma deve camminare il meno possibile e soprattutto non può più salire tutte quelle scale.

Proprio per queste ragioni nonna Maria ha chiesto all’ente pubblico che gestisce le case popolari di Susa, l’Atc di Torino (Agenzia Territoriale della Casa), di poter essere trasferita e fare il cambio alloggio, come teoricamente previsto dalla legge e soprattutto dal buonsenso. Non si tratta di fare miracoli: nello stesso palazzo in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, secondo quanto spiegano i famigliari, sarebbe già disponibile un’altra casa popolare libera, proprio al piano terra. I figli si sono rivolti agli uffici comunali di Susa e i funzionari hanno spiegato che la richiesta andava rivolta direttamente all’Atc.

Il problema sarebbe semplice da risolvere: basterebbe trasferire Maria dal secondo piano al piano terra.  Ma l’Atc ha risposto picche: pochi giorni fa il dirigente dell’agenzia ha inviato una lettera a Maria intitolata “Diniego cambio in deroga al bando”, rifiutando il trasferimento.

“Con riferimento alla richiesta di cambio alloggio in deroga al bando generale, da Lei inoltrata in data 22 giugno 2018 e con successive integrazioni pervenute in data 18/7/2018, si comunica che la stessa è stata esaminata da Atc con esito negativo” scrive il funzionario a nonna Maria. Perché? “Dalla documentazione prodotta e dalla situazione descritta non emergono le condizioni richieste per utilizzare la procedura d’urgenza prevista dal regolamento regionale del cambio alloggi”. Secondo il dirigente dell’Atc, Maria ha invece “facoltà di partecipare ai bandi generali per le movimentazioni dell’utenza”.

Una risposta in burocratese che – come spesso accade in Italia – appare illogica e ingiusta: cosa costerebbe all’Atc consentire il cambio di alloggio nello stesso palazzo (dal secondo piano al piano terra) per aiutare nonna Maria? Si tratta di umanità.

Appare anche incomprensibile che la documentazione sanitaria inviata all’Atc dalla famiglia dell’anziana non sia sufficiente a consentire il cambio: il 2 luglio il medico di Susa ha certificato, a seguito di visita, che l’anziana invalida “è cardiopatica, ha una grave limitazione alla deambulazione e necessita di alloggio al piano terra”.

I problemi alle ginocchia sono degenerati negli ultimi mesi: il tutto era stato già documentato dai medici dell’ospedale di Pontedera, in Toscana, dove Maria era stata ricoverata in primavera per un infarto mentre era in viaggio con il figlio.

Ma non solo: già nel 2012 l’Inps, nella sua ultima visita prima di assegnarle un livello di invalidità oltre il 75% e quindi l’esonero a vita da altri controlli, aveva scritto che come prima disabilità nonna Maria ha “limitazioni funzionali ai movimenti articolari”.

Per tutte queste ragioni la famiglia di Maria ha voluto segnalare il problema a ValsusaOggi e chiede pubblicamente aiuto e un intervento del sindaco di Susa, Sandro Plano, del Comune di Susa e dei vari politici locali, affinché si interessino della questione. “Vorremmo far valere i diritti di mia madre in quanto cittadina italiana – spiega una delle figlie – non ce la facciamo più a vedere nostra mamma piangere, perché non riesce più a salire le scale e andare a casa sua perché ha male alle gambe. Il Comune di Susa ci aiuti: perché l’Atc non consente questo spostamento?”.

LE REAZIONI: QUI POTETE LEGGERE LA REPLICA DELL’ATC SUL CASO DI NONNA MARIA

 

 

 

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2 COMMENTI

  1. Una vergogna questa situazione. Vorrei segnalare ai figli che a volte le ginocchia si possono operare, a Villa Maria Pia a Torino sono molto bravi e pagando una visita ad un ortopedico, poi può mettersi in lista per essere operata convenzionata con la mutua, se fattibile. Non fanno anestesia totale e si cammina subito, poi mandano in un centro di fisioterapia per 3 settimane. Provate, spero possano aiutarla.

  2. …e Atc si vergogni, lasciano un alloggio vuoto, fanno fare le scale agli invalidi e lasciano persone in mezzo alla strada, bella umanità! Spostino la signora anziana al piano terra e affittino la casa all’ ultimo piano a qualche famiglia di giovani bisognosi…

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