CONDANNATI 16 NO TAV PER GLI SCONTRI DEL 2015: 1 ANNO E 8 MESI ALLA DOSIO, ASSOLTA MARISA MEYER

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BUSSOLENO  – Il tribunale di Torino ha condannato 16 attivisti No Tav per gli scontri del 28 giugno 2015 con le forze dell’ordine, durante un corteo in Valsusa. La condanna più alta ammonta a 3 anni e 10 mesi, la storica attivista No Tav Nicoletta Dosio, 73 anni, è stata condannata a 1 anno e 8 mesi.  L’ammontare complessivo delle pene inflitte dal tribunale si aggira intorno ai 30 anni di reclusione. I giudici hanno invece assolto altri tre No Tav, tra cui Marisa Meyer. Il movimento oggi ha contestato la sentenza dei giudici, affermando di essere sotto attacco da parte di prefettura e questura: oltre un centinaio di denunce in procura, una ventina di fogli di via e sedici avvisi orali.

“Le responsabilità penali per quello che facciamo o non facciamo – hanno spiegato durante la conferenza stampa in Piazza Castello – dovrebbero essere individuali. Tutti questi provvedimenti, presi a pioggia in assenza di accuse specifiche, dimostrano però che siamo bersagliati per quello che siamo, per il solo fatto di essere No Tav. L’ultimo atto, davvero emblematico, è stata la revoca della patente a un simpatizzante per ‘indegnità morale’. Le forze dell’ordine difendono l’indifendibile: il cantiere di un’opera inutile e dannosa. Ma colpendo i No Tav, come sappiamo, si guadagna visibilità e si fa carriera”.

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12 COMMENTI

  1. FUORI dal paese! Non ne possiamo più!
    Ovunque si vada e si parli di Bussoleno veniamo abbinati a questa gente, non se ne può più!

    • Bravo Giampy; basta no tav no tir, nonelettrodotto, no f..a ,questi dicono di no a tutto e basta m5s , dilettanti allo sbaraglio alla guida dell Italia.. se ci va bene facciamo la fine del Titanic..

    • Tu odi i no tav perché non hai la passione ed il rispetto della tua terra o forse non sei a casa tua e non hai ancora respirato basta merda in Val Susa.
      Fosse per quelli come te dovremmo vivere tutti di rendita come in un noto paese della valle e fregarsene delle generazioni future

      • La merda in Valsusa la respiri dai fumi dei tir sull’autostrada, non da una ferrovia in costruzione sottoterra. Voi NoTav avete il cervello incrostato di fuliggine. E non arriva dal cantiere.

      • Chicco: personalmente ho un rispetto della mia terra che nemmeno ti immagini, sono nato e cresciuto in Valle e, proprio perchè ho respirato troppa m****, credo che sia meglio trovare alternative.
        Inizialmente ero della stessa idea dei NoTav ed ho partecipato a marce e manifestazioni finchè la cosa non è diventata ridicola, ignorante, politicizzata e dannosa per l’immagine della valle. I turisti hanno cambiato mete perchè qualcuno tirava sassi sulle loro auto in transito sulla A32 …questo è rispetto per chi lavora con il turismo e quindi per la valle??? E tutto questo casino solo per pochi km di ferrovia che attraverserebbero la valle in superficie! …siete voi che non avete capito nulla e vi interessa solo urlare “NoTav” senza nemmeno sapere cosa dite!
        Perchè invece non costituite un movimento “No Autoporto di San Didero” visto che sarà uno scempio senza precedenti e porterà più TIR e inquinamento in valle????

        • Forse tu non sai cosa e’ il turismo: i turisti che venivano in alta valle hanno cambiato meta perche’ ci sono stazioni francesi che offrono di piu’ e sono piu’ moderne delle nostre e non per le pietre dei no tav che nessuno sa niente.I maestri di sci della valle quelli duri e puri fanno le stagioni a Meribel, Les deux Alpes ecc.. forse ce un motivo o no. Nel periodo delle olimpiadi quando gli alberghi da noi eano pieni di divise i turisti sono andati a Briancon, Mongenevre e la sono rimasti,senza parlare di tanti italiani che hanno venduto alloggi anni 60 da noi per comprare a Mongenevre ti ricordo che la Francia per fare turismo e’ al primo posto in Europa.
          Ricordo invece a NO NO TAV che per fare una ferrovia cosi’ servono camion, draghe ancoa di piu’ di quelli che passano sull’ autostrada quindi il cervello ce lo incrostiamo tutti nello stesso modo: le grandi opere non vengono senza mezzi!

          • I maestri di sci vanno in quella Francia che non vede l’ora di avere una stazione a saint jean de maurienne su una linea ferroviaria nuova. Per definizione i cantieri sono temporanei, mentre i TIR sull’autostrada sono permanenti, a meno di offrire alternative più economiche ed ecologiche (ovvero una ferrovia più moderna ed efficiente). I tunnel si scavano con le TBM, non con le draghe. I camion tocca usarli solo se esistono bande di imbecilli che minacciano la sicurezza di cantieri che prevedono lo spostamento dello smarino su rotaia. Ogni riferimento ai NoTav e al cantiere di Susa, ormai spostato a Chiomonte, è puramente voluto.

  2. Bravo Giampy; se invece si parlasse di Te, Bussoleno sarebbe famosa per la bravura nel maneggiare la clava, trogloditi allo sbaraglio… se ci andasse bene faremmo la fine dei dinosauri.

    • Bruno: la TAV rappresenta la moderna risoluzione ai problemi del traffico su gomma (ergo Tu sei il troglodita e la clava è il Tuo strumento di lavoro più evoluto). Quando era in programma la costruzione dell’autostrada, tutti urlavano che era meglio fare una ferrovia per limitare l’inquinamento… valuta Tu!

      • Le stazioni sciistiche francesi non hanno bisogno del tav per avere la gente a Monetier e altre stazioni nel Brianconnese da sempre sono piene di gente senza tante opere inutili e costose solamente con il loro saper organizzarsi meglio in ambito turistico. Alle trois Vallee la gente arriva in aereo.
        Per costruire una minima cosa di mezzi a motore ne servono tanti e il tav richiede 30 e piu anni di lavoro quando magari i tir saranno adirittura elettrici.
        E le polveri d’ amianto forse qualcuno se le gia’ dimenticate.
        Provate a parlare di Tav in Svizzera o in Trentino poi vedete se vi danno ragione, pure da loro il turismo e’ al top

  3. Gent.mo Giampy,
    il trasferimento modale gomma ferro è quasi una chimera, ottenibile per percentuali modeste solo con pesante applicazione di incentivi e disincentivi a carico del settore trasporti o, a scelta, della collettività attingendo alla fiscalità generale.
    E’ curioso constatare che la Svizzera ha ottenuto i suoi lusinghieri risultati incentivando il ferro sulla sua rete ottocentesca, ben prima dell’avvio dei lavori di scavo dei tunnel di base.

    Fonte: CIPRA report 2016:

    A questo proposito, appare comunque importante sottolineare un aspetto certo banale, ma forse
    non così ovvio agli occhi di molti osservatori: questo risultato è stato ottenuto dagli operatori
    elvetici in larghissima misura prima dell’apertura al traffico dei nuovi trafori di base, sfruttando una
    rete ferroviaria ottocentesca quanto quella italo-francese, ma potenziata attraverso il ricorso a
    tecniche ferroviarie efficienti, accompagnate da un sostegno finanziario importante, finalizzato al
    trasferimento del traffico ancor prima che al completamento della Nuova Trasversale Ferroviaria
    Alpina (NTFA).
    Questo esempio potrebbe in effetti essere esteso al confronto tra intere politiche nazionali dei
    trasporti, che hanno finito per determinare situazioni assai differenziate, se non del tutto
    divergenti, tra le frontiere alpine occidentali e quelle settentrionali. Di fatto queste ultime, oltre a
    caratterizzarsi per tassi di incremento dei traffici complessivamente più elevati, hanno anche
    conosciuto una maggior tenuta del vettore ferroviario, che si associa in particolare alle buone
    prestazioni attribuibili alle tecniche intermodali. Per contro, i valichi italo-francesi, interessati da
    una domanda stagnante, presentano quote modali del trasporto ferroviario declinanti.

    Per quanto riguarda l’autostrada, vorrei precisare che ci sono centinaia di bellissime valli alpine che non ce l’hanno e non ne sentono la mancanza.
    Certo che, se in una qualsiasi di esse scavi un bel buco dal quale cominciano ad essere vomitate sulla viabilità ordinaria migliaia di camion al giorno anche il più irriducibile ambientalista si troverà costretto ad accettare una strada ad essi dedicata, risultando oggettivamente impossibile invocare la chiusura del buco.

  4. Anke xke se le merci non vanno su rotaia ora che si può caricare a tante stazioni, perchè dovrebbero andare quando le stazioni saranno più lontane e costerà di più?

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