AVIGLIANA, ALESSANDRO MELE NELLA NAZIONALE DI ARRAMPICATA

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(Fotografie di EDOARDO LIMONTA)

AVIGLIANA – Alessandro Mele, giovane atleta valsusino di Avigliana, classe 2005, quest’anno vestirà la maglia azzurra ai prossimi appuntamenti della Coppa Europa giovanile di arrampicata sportiva. Alessandro esordisce nella Nazionale Giovanile Under 16 in tutte le tre specialità dell’arrampicata sportiva: Boulder, Lead e Speed, quest’ultima solo per concorrere alla combinata.

Il primo appuntamento di Coppa Europa specialità Boulder si svolgerà a Soure in Portogallo il 27 e 28 aprile. Sulla sua pagina Facebook “Alessandro Mele Climber”, riferendosi alla divisa della nazionale ha scritto: “….è per me un grande onore indossarla e poter rappresentare l’Italia ai Campionati Giovanili Europei. Un nuovo punto di arrivo e di partenza verso nuove e stimolanti sfide“.

Sì, perchè questo risultato è frutto di un impegno costante che negli ultimi anni lo ha visto allenarsi duramente senza mai risparmiarsi ottenendo sempre risultati eccellenti. Mele frequenta il gruppo sportivo agonistico del B-side, storica società torinese di arrampicata, i suoi allenatori sono Anais Sandrini, Jean-Pierre Bovo e Luca Giammarco.

Alessandro detiene il titolo di Campione Italiano 2018 nella Categoria Under 14 e quest’anno si è aggiudicato il titolo di Campione della Macroregione Nord Ovest Categoria Under 16 in attesa dei prossimi campionati italiani di arrampicata, a giugno.

Da gennaio partecipa alle gare di Coppa Italia, confrontandosi con i “grandi” dell’arrampicata, ottenendo ottimi piazzamenti per essere l’anno d’esordio. “La Sportiva” e “Rock Slave” (il brand Ferrino dedicato all’arrampicata sportiva) da quest’anno hanno scelto di dargli la loro fiducia sponsorizzandolo.

APPROFONDIMENTO SULL’ARRAMPICATA SPORTIVA

La disciplina dell’arrampicata sportiva nasce come una costola dell’alpinismo dal quale si distingue per la mancanza di componenti di rischio oggettivo prodotto dal fattore ambientale. Al contrario dell’alpinismo classico, inoltre, l’arrampicata sportiva non è finalizzata al raggiungimento di una cima bensì è una prestazione sportiva che consiste nel compiere la migliore performance nel completare un itinerario su strutture artificiali indoor dalle difficoltà sempre crescenti, afferrando e poggiando i piedi su prese anch’esse artificiali.

Dal 2020 alle olimpiadi di Tokio e a Parigi nel 2024, l’arrampicata sportiva è stata inserita tra le discipline olimpiche.

Le specialità dell’arrampicata sportiva sono tre:
–  Lead o Difficoltà.
–  Boulder.
–  Speed o Velocità.

La specialità Lead si pratica su pareti artificiali alte tra i 15 e i 25 metri effettuate in assoluta sicurezza per le quali vengono utilizzati corda, imbracatura (che collega l’arrampicatore alla corda) ed i moschettoni che, in caso di eventuale caduta o volo, svolgono la funzione di trattenere l’atleta.

L’itinerario da percorrere, afferrando le varie prese con la mano (appiglio) e poggiandovi un piede alla volta (appoggio) viene progressivamente reso più difficile durante le competizioni.

Ad ogni presa raggiunta il giudice assegna un punteggio se la presa viene impugnata  ed un valore con aggiunta di un “+” se la presa oltre ad essere impugnata venga poi utilizzata per impostare il movimento che consenta di impugnare la presa successiva.

La prestazione agonistica si conclude con il “top”, ovvero il gesto di afferrare l’ultima presa con entrambe le mani, da effettuarsi entro il tempo massimo di 6 minuti circa, a seconda della lunghezza del percorso.

LE CAPACITÀ RICHIESTE SONO DI RESISTENZA E DI CONCENTRAZIONE

Il Bouldering consiste nell’arrampicarsi su massi artificiali per un’altezza non superiore ai quattro metri e mezzo, senza corda e senza imbracatura ma con una protezione da assicurarsi mediante il posizionamento a terra di materassi simili a quelli del salto in alto, per cui se l’atleta non raggiunge il suo obiettivo può ricadere senza conseguenze.

FISICAMENTE, LA DISCIPLINA RICHIEDE DOTI DI FORZA ESPLOSIVA DA PARTE DELL’ARRAMPICATORE

La Speed consiste nel percorrere nel tempo minore possibile un itinerario su una parete alta tra 10 o 15 metri convalidato dalla Federazione Internazionale, relativamente al numero e alle posizioni delle prese nonché all’inclinazione.

Questa specialità richiede una tecnica completamente differente delle altre due; qui l’atleta dovrà essere in grado di esprimere la massima dinamicità possibile per essere appunto più veloce.

 

 

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