ALLARME SECONDA CANNA DEL FREJUS: DAL 2019 POTRANNO PASSARE 1 MILIONE SI TIR IN VALSUSA. LA REGIONE SI DIFENDE: “DIPENDE DAL GOVERNO”

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Frejus-Legambiente

di SARA PELISSERO

Raddoppia il traffico dei mezzi pesanti nel tunnel del Frejus, ma la Regione Piemonte non può farci niente: nel 2019, anno di apertura della nuova galleria in costruzione dalla Sitaf, potranno passare 1.051.000 mezzi pesanti all’anno, quasi il doppio rispetto agli attuali 666.000. Ciò significa che transiteranno 2.800 veicoli al giorno in media, con un limite massimo concesso di 4.200, a fronte dei 1.826 di adesso.

“La regolamentazione in materia, limiti alla circolazione compresi – dice la Regione – è in capo alla competente Commissione Intergovernativa e al Comitato di Sicurezza”. Il caso è stato sollevato dal consigliere regionale Antonio Ferrentino, che ha chiesto un’azione bipartisan per impedire l’aumento del passaggio di mezzi pesanti in Val Susa.

Ma la Regione Piemonte non può che prendere atto delle decisioni che maturano a Roma. A questo proposito è opportuno ricordare che fu già il governo Monti a prevedere l’utilizzo per la circolazione della canna di sicurezza del Frejus, al fine di introdurre una separazione fra i due sensi di marcia, prima di tutto per ridurre i rischi di incidentalità – che nei tunnel stradali risultano particolarmente elevati – e in second’ordine per evitare un flusso veicolare “stop and go”, che a costanza di traffico risulta più inquinante, logisticamente difficoltoso e condizionato dalle differenze di pressione atmosferica ai due imbocchi.

Comunque sia la nuova galleria autostradale potrà comportare l’aumento di traffico: un veicolo pesante ogni 20 secondi nei giorni di punta. Lo dicono i numeri stessi: l’obiettivo non è stato considerato.

E’ della Sitaf a pagare le spese per realizzare la parte italiana della galleria: 204 milioni di cui solo 30 a carico dello Stato. Con l’accrescimento del traffico, aumentano anche i pedaggi del tunnel, questo spiega perché la Sitaf non si preoccupi di aver decentrato l’obiettivo.

Nel 2012 la Conferenza intergovernativa, dopo l’incidente mortale del 2005, decise di aprire al traffico la seconda galleria per ragioni di sicurezza; questo però non avrebbe dovuto determinare l’aumento dei tir. Rispondendo ad un interpellanza del consigliere regionale Ferrentino, l’assessore Francesco Balocco ha precisato che la Regione sorveglierà che il limite massimo sia mantenuto, peccato che è quasi il doppio rispetto a quello odierno.

Intanto, i 5 Stelle replicano alle preoccupazioni di Ferrentino: “La scelta del Governo Renzi di far passare più tir dal traforo del Frejus è un regalo a SITAF e uno schiaffo ai valsusini e all’ambiente – spiegano i consiglieri regionali Frediani e Valetti – come ammette l’assessore regionale ai Trasporti Balocco la decisione dipende dalla Commissione Intergovernativa e dal Comitato di Sicurezza”.

E ancora: “Da 666.000 tir del 2014, il numero potrà aumentare fino a 1 milione e 51 mila all’anno, ben 1.000 mezzi pesanti in più ogni ora. Che fine ha fatto la priorità al trasporto su treno, che tanto ha ispirato i sostenitori bipartisan del TAV? E che seguito ha avuto l’investimento di oltre 112 milioni di euro nel 2006 per l’ammodernamento della linea ferroviaria storica?
Ad oggi tutto il traffico merci sulla direttrice è in calo, tant’è che non servirebbe nessun tir in più, nessun TAV ma solo saturare la linea esistente, come richiesto dall’accordo del 2001”.

E poi l’attacco a Ferrentino: “Ora il Consigliere regionale Ferrentino grida allo scandalo e punta i piedi in Regione, ma si tratta di un atto puramente di facciata. Le idee sui trasporti in val di Susa sembrano molto confuse in casa PD, laddove si è accettata l’idea che come amministratori si possa essere contrari all’opera, ma favorevoli come tecnici. E’ evidente dal primo istante che la seconda canna di sicurezza sarebbe stata destinata ad un aumento del traffico. Quale privato avrebbe investito senza un ritorno economico?”.

Traforo-del-Frejus

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