“CHIOMONTE NON VENDA LE QUOTE DI VALLE DORA ENERGIA”

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dai Consiglieri di Minoranza CRISTINA MARIA URAN, GIORGIO GUGLIELMO e LUCREZIA BONO

CHIOMONTE – Giovedì scorso in Consiglio la maggioranza ha deliberato la cessione della quota comunale della società Valle Dora Energia srl. Fanno attualmente parte di questa società i Comuni di Chiomonte,Exilles, Salbertrand e Susa. I gruppi di minoranza di “Chiomonte frazioni e futuro” e “Una Squadra per cambiare” hanno votato contro in quanto la vendita comporta la perdita di un utile annuo attualmente fissato a 31.875 euro, ma che, considerato l’aumento del fatturato, è destinato a salire fino anche a 70.000 euro annui per Chiomonte.

Un’entrata fissa e garantita anche per il futuro, un’entrata che non comporta alcun costo per l’Amministrazione. Quest’azione, come quella della vendita dell’azienda elettrica municipale AEM, permette di avere un tesoretto da spendere subito, mantenendo così le promesse fatte e precludendo però una buona gestione futura del Comune che sarà priva di queste rilevanti entrate fisse.

“È meglio una entrata certa e ripetitiva che garantisce di programmare servizi pluriennali – spiegano i consiglieri di minoranza Cristina Uran assieme a Giorgio Guglielmo e Lucrezia Bono – La vendita dell’AEM dovrebbe portare nelle casse comunali 850.000 euro, mentre l’alienazione della quota azionaria nella società Valle Dora Energia circa 500.000 euro, sono cifre allettanti che però guardano solo all’immediato presente. Inoltre perchè Iren, anziché investire nella manutenzione della linea di alimentazione, pensa a comprare quote azionarie? Il risultato è che a Chiomonte quasi quotidianamente manca la corrente elettrica e l’amministrazione comunale non dice niente”.

La società Valle Dora Energia era nata nel 2010 fra Iren spa ed i Comuni di Chiomonte, Exilles, Salbertrand e Susa. L’Iren realizzando i propri progetti aziendali aveva costruito il nuovo impianto idroelettrico Pont Ventoux-Susa, sfruttando per la produzione di energia elettrica parte delle acque già utilizzate dai vecchi impianti Salbertrand/Chiomonte e Chiomonte/Susa.

Tale nuovo impianto, nell’ottenere l’autorizzazione alla costruzione, era vincolato alle prescrizioni dettate dai competenti Ministeri in sede di rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) che imponevano, all’entrata in funzionamento del nuovo Impianto Pont Ventoux, la cessazione contestuale e definitiva delle due centrali di Chiomonte e Susa.

Non solo, l’Iren avrebbe anche dovuto, a proprie spese, procedere al ripristino dei luoghi (rimuovendo i relativi impianti, le condotte forzate, dismettendo gli ambiti occupati e procedendo a costosi interventi di mantenimento di alcune opere idrauliche funzionali alla pubblica utilità quali il presidio idrogeologico, le funzioni irrigue, il soccorso antincendio).

Insomma si parlava di decine di milioni di euro a carico del bilancio Iren, senza alcuna ricaduta finanziaria positiva sulla società. Ecco dunque l’idea di Iren, che si concretizzò nel momento in cui nel 2006 l’impianto di Pont Ventoux iniziò, seppure provvisoriamente, a funzionare: si constatò che, utilizzando le acque residuali, non captate dal nuovo impianto, i due impianti di Chiomonte e Susa, erano in grado di ottenere una significativa produzione di energia elettrica, per di più “pulita”.

Il problema era come fare a superare l’impasse rappresentato dal vincolo imposto nella precitata valutazione di impatto ambientale. Iren, di cui era amministratore delegato Roberto Garbati, ebbe un’idea geniale: costituire una società con prevalenza di capitale pubblico, soluzione che avrebbe beneficiato di potenziali vantaggi anche dal punto di vista burocratico.

Nacque così Valle Dora Energia: 49% Iren e 51% i quattro Comuni valsusini. Lo Statuto, collazionato da Iren e approvato in buona fede dalle amministrazioni di allora, conteneva qualche clausola di favore per la società torinese: ad esempio il Sindaco Garbati giovedì in Consiglio ha affermato che la scelta di vendere è obbligata in quanto i Comuni hanno scarsa oppure nulla forza contrattuale e sostenendo che gli utili sono aleatori in quanto dipendono da alcune variabili quali la disponibilità delle acque (siccità o comunque minore piovosità possono incidere negativamente), e così il malfunzionamento degli impianti spesso logorati dall’uso, la disponibilità e la buona volontà dell’Amministratore Delegato di Iren che può esercitare il suo “diritto di veto”, anche per centellinare il riparto degli utili.

Inoltre il primo cittadino di Chiomonte ha sostenuto che la gestione della società Valle Dora Energia richiede competenze ed esperienze sostanzialmente assenti negli uffici comunali e praticamente in capo alla sola Iren.

I due gruppi di minoranza sono in completo disaccordo con queste tesi che sono prive di fondamento. Inoltre non si comprende come mai di riscontro il Comune porti avanti due progetti relativi a impianti idroelettrici (il nuovo Impianto di Combascura con un costo previsto di 2.300.000 euro e gli interventi di manutenzione straordinaria dell’impianto idroelettrico Touron per 1.124.000 euro).

“Abbiamo la netta sensazione che qualcuno ci abbia messo nella condizione di essere usati da Iren e l’abbia nuovamente riproposto. Abbiamo l’impressione di essere stati cortesemente invitati a metterci da parte – concludono i consiglieri di minoranza – E il Comune di Chiomonte, ancora una volta, si è fatto da parte”.

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2 COMMENTI

  1. non riesco a capire

    L’IREN con amministratore delegato Garbati spinge per creare una società produttrice di energia con 4 comuni per evitare la riambientalizzazione dei vecchi impianti (e risparmiare)
    L’IREN con amministratore delegato Garbati fa un contratto con i 4 comuni (che hanno la maggioranza) nella quale gli stessi hanno scarso o nullo potere contrattuale
    Lo statuto della società mista è stato redatto da IREN con amministratore delegato Garbati, con clausole decisamente a favore della stessa
    Nella società mista l’amministratore delegato è espressione di chi ha il 49% della società (IREN) e decide come e quando ripartire gli utili

    Il comune di Chiomonte (l’unico) con sindaco Garbati mette in vendita le proprie quote (a IREN?) dicendo che non ha competenze in merito alla gestione della società
    Il comune di Chiomonte negli anni passati crea una propria società distributrice di energia rilevando dalla vecchia AEM la rete locale e affida la manutenzione degli impianti a IREN che però fa poca o nulla manutenzione con frequenti interruzioni di energia elettrica

    Per ultimo il comune di Chiomonte con sindaco Garbati mette in vendita pure la rete elettrica locale (da quello che si legge poco affidabile)

    A parte qualche evidente conflitto di interessi, siamo proprio sicuri che sia tutto fatto nell’interesse degli abitanti di chiomonte?
    Quale sarebbe la destinazione finale del tesoretto?
    (forse acquistare qualche impianto di risalita ormai fermo a causa della stagione e in futuro sempre più a rischio di fermata permanente a causa del cambiamento climatico?)

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