I BENEFICI DI BERE ACQUA OSMOTIZZATA: TUTTE LE DOMANDE E RISPOSTE PER SAPERNE DI PIÙ

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Che cos’è l’osmosi inversa?
L’osmosi inversa è un processo di separazione che utilizza una membrana semipermeabile per rimuovere in percentuale le particelle di soluto dall’acqua tra cui i sali minerali e una vasta gamma di agenti contaminanti.

Come funziona l’osmosi inversa?
L’acqua proveniente dall’acquedotto di rete entra nel sistema di depurazione a osmosi inversa e passa attraverso un filtro meccanico, che trattiene le particelle e i sedimenti grossolani; successivamente l’acqua viene spinta tramite una membrana semipermeabile, grazie all’azione di una pompa con pressione superiore alla pressione osmotica naturale; la membrana lascia passare solo le molecole d’acqua, mentre blocca e respinge sali minerali, batteri, virus e altre varie sostanze disciolte, depurando l’acqua trattata.

Quanta acqua consuma l’osmosi inversa?
Il rapporto di consumo dell’acqua osmotizzata può variare molto a seconda della tipologia dell’impianto. La percentuale di scarto si può collocare in un range tra il 60% e il 40% per gli impianti più performanti.

Che cosa elimina nello specifico l’osmosi inversa?
Oltre a ridurre in percentuale i sali minerali, come il calcio ed il magnesio, l’osmosi inversa elimina tutte le sostanze nocive in sospensione tra il 95% e il 99% di particelle solide (bario, arsenico, alluminio, uranio, amianto, pesticidi, piombo, nichel, solfati, mercurio, cloruri, cianuri, nitrati e selenio) e il 99% dei batteri.

Quali sono i benefici di bere acqua osmotizzata?
Potendo regolare e limitare in percentuale il residuo fisso, l’acqua osmotizzata è molto più digeribile, favorisce la diuresi e l’eliminazione di scorie e tossine. Il basso contenuto di sodio contrasta la ritenzione idrica e abbassa la pressione arteriosa nei soggetti ipertesi.

Che differenza c’è tra microfiltrazione e osmosi inversa?
La microfiltrazione è un processo in grado di trattenere particelle di diametro compreso fra 0,05 e 10 micron e si avvale di due diverse filtrazioni: una con un filtro a sedimento e la seconda con un filtro ai fili argentati al carbone attivo. Tra i vantaggi della microfiltrazione c’è quello di restituire all’acqua un sapore più gradevole senza alterarne le proprietà organolettiche. L’osmosi inversa, invece, è in grado di rimuovere particelle di diametro inferiore a 0,001 micron quindi decisamente più piccole rispetto alla microfiltrazione attraverso un processo osmotico e rimuovendo in percentuale i sali disciolti.

Quanto dura una membrana ad osmosi?
Le membrane osmotiche durano mediamente dai tre fino ai cinque anni, a seconda di fattori quali una corretta manutenzione, frequenza d’uso, durezza dell’acqua ecc..

Che tipo di manutenzione si deve fare per l’osmosi inversa?
La manutenzione ordinaria dei filtri e la sanificazione dell’impianto a osmosi inversa vanno fatti al massimo ogni dodici mesi (a seconda della capacità in litri dei filtri). Per la sostituzione delle membrane, come accennato nella precedente risposta, varia tra i tre e i cinque anni.

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