IL TURISMO A COAZZE E I PARCHEGGI A PAGAMENTO

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di GRAZIA GERBI

COAZZE – Ho ripreso ad andare in montagna in modo “serio” e vedere le nostre così piene di gente, non solo Forno, ma anche ai Picchi, vallone dell’Indiritto, sui nostri sentieri minori, famiglie, tanti ragazzi è davvero uno spettacolo. Nella maggior parte dei casi è gente attenta e documentata. Per cui di fronte alle scelte compiute dalla giunta di Coazze con la delibera 45 del 2 luglio, mi sento decisamente disarmata. L’alta Val Sangone è pronta a fare un salto di qualità, le sue attività produttive, lo sono. Per tutto questo vi invitiamo alcune riflessioni.

Il parcheggio a pagamento è un atto che va preparato a lungo termine e istituito dopo un serio ed attento lavoro volto a dare servizi sostututivi. Non può ne deve essere assunto come mero atto disincentivante, come pare quello compiuto dall’attuale Giunta. Noi pensiamo che le strategie di accoglienza turistica alternative e/o sostitutive all’auto vadano studiate e lanciate come benefit per i frequentatori.

Ai nostri tempi avevamo iniziato con il discorso su area Attila, ottenendo l’autorizzazione ad uso per sosta temporanea. Questo luogo avrebbe potuto divenire un grande parcheggio gratuito dal quale far partire delle navette di collegamento con i nostri sentieri e per le nostre strutture di accoglienza, a costi decenti e nei giorni di maggior frequenza.

Un lavoro che può anzi deve essere affrontato con la ditta Cavurese, titolare della concessione della linea Giaveno/Forno, e solo se non interessati con una cooperativa di servizi offrendo così una possibile integrazione al reddito per qualche nostro cittadino in difficoltà. Il mezzo c’è l’abbiamo grazie ad un contributo ottenuto dalla Tavola Valdese finalizzato specificatamente ai trasporti sociali e turistici. Questa cosa andava preparata e studiata insieme a tutti gli esercizi commerciali, ai rifugi, il campeggio, il tiro a segno ecc. che l’avrebbero potuta incentivare e promuovere come un servizio innovativo ed ecologicamente compatibile, quale in effetti sarebbe stato. Solo chi ama avere la vettura sotto il culo a quel punto avrebbe potuto essere gravato dal parcheggio regolamentato e a pagamento.

È vero che il Covid-19 ha dato un taglio diverso al turismo ma se la gente sale sulle nostre montagne è perché le si sono fatte conoscere come una grande area verde quasi incontaminata alle porte di Torino. In più gli operatori commerciali e turistici, le nostre sempre attive associazioni hanno lavorato sodo e bene ottenendo i risultati odierni. Su questo casino non si può essere d’accordo oppure in disaccordo perché è una cosa stupida, forse addirittura illegittima, che non servirà a nulla men che meno a promuovere la nostra meravigliosa valle.

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3 COMMENTI

  1. È incredibile come un sindaco pensi di garantire la sicurezza su un tratto di strada introducendo la sosta a pagamento!!!
    Senza entrare nelle polemiche tra maggioranza ed opposizione, a noi gitanti interessa continuare a frequentare le montagne della Valsangone! Ovviamente l’ultima trovata sembra un tentativo di dissuasione alla frequentazione di tali zone. Sicuramente Coazze non si presenta come un comune particolarmente accogliente: certamente se debbo pagare il parcheggio non effettuero’ consumazioni in coazze centro. E poi che dire, solo il tirasegno può avere il parcheggio gratuito?
    Non voglio pensare male, ma sembra un’azione contro i gestori dei rifugi, Balma e Fontana Mura…..strutture che funzionano bene e danno lustro a quei territori montani.
    Infine vorrei ricordare che la pandemia ha cambiato le abitudini a molte persone: sarebbe opportuno saper cogliere questo cambiamento e farlo diventare una opportunità stabile e vantaggiosa per tutta la valsangone e per i suoi operatori commerciali.

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