LA FINANZA DI SUSA SCOPRE OFFICINA ABUSIVA CON RIFIUTI PERICOLOSI: DENUNCIATO IMPRENDITORE

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dalla GUARDIA DI FINANZA

DRUENTO – Impianti per la verniciatura delle autovetture, carrozzeria, officina per le riparazioni, immobili per il ricovero delle auto; una fiorente attività, ma completamente abusiva.

È il bilancio di un intervento effettuato, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Torino a Druento, Comune del torinese.

I Finanzieri della Compagnia di Susa, che hanno condotto l’intervento in collaborazione con il personale dell’ARPA Piemonte e della polizia Municipale di Druento, hanno circoscritto l’intera area dove, all’interno di capannoni perfettamente attrezzati, meccanici e carrozzieri effettuavano riparazioni a dispetto di tutte le norme a salvaguardia della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente.

All’interno dell’officina era praticamente impossibile accedere, dato che l’intera area era posizionata all’interno di un compendio chiuso e non visibile dall’esterno.

Solo clientela fidelizzata e prenotazioni via internet; queste le “strategie” di marketing del proprietario dell’attività abusiva, un quarantenne torinese, che non si è fatto mancare nulla. Oltre alle gravi responsabilità legate all’esercizio abusivo dell’attività, i finanzieri hanno anche riscontrato gravi anomalie per quanto attiene lo smaltimento dei residui della lavorazione. L’uomo, nel tempo, aveva infatti “alimentato” una vera e propria discarica ambientale di rifiuti pericolosi e potenzialmente nocivi per la salute pubblica.

Ma non solo, gli inquirenti, al loro arrivo, tra le numerose autovetture in attesa di manutenzione, hanno anche riscontrato che praticamente l’interno staff aziendale prestava la sua opera totalmente “in nero”, esposto, in tal modo, ad elevati rischi in termini di sicurezza e di garanzie assistenziali. Per le gravi irregolarità l’attività è stata chiusa.

Oltre all’aspetto fiscale della vicenda, che sicuramente avrà un suo seguito, l’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per reati ambientali e sanzionato per oltre 70.000 euro.

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