LETTERA / LA FECONDAZIONE ASSISTITA E SAN TOMMASO

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di GIANFRANCO FERRAUDO

San Tommaso e la filosofia tomistica spiegarono anche come si arriva alla creazione di un nuovo essere umano. L’uomo, solo lui, immette nella donna il germe dotato di tutte le caratteristiche del nuovo individuo, compresa l’anima. Per la donna il solo ruolo di incubatrice. Il figlio è tutto del maschio. Spiegazione necessariamente solo filosofica, in assenza di strumenti per indagare e conoscere il fenomeno nella sua autenticità. Eravamo nel 1200.
Solo dopo secoli, il progresso ci mostrò una realtà ben diversa. Il “progetto” di un nuovo essere, racchiuso nell’uovo fecondato, proviene per metà dal maschio e per metà dalla donna. Si tratta quindi di un progetto “bipartisan” che per venir realizzato richiede però 9 mesi di lavoro di “costruzione”, tutto a carico della donna, durante il quale si stabiliscono anche forti legami tra lei e l’embrione che si sta sviluppando fino a feto e bambino neonato.
Si può ragionevolmente sostenere che il “prodotto finito” sia almeno per 3/4 della donna.  Addirittura nella legge italiana sull’aborto, le pressioni femministe hanno ottenuto che l’embrione sia considerato solo della donna. Infatti può essere eliminato col suo solo consenso.
Lontano quindi il ruolo per la donna di semplice, anonima e quindi intercambiabile incubatrice, a cui la relegava il pensiero medioevale. A fronte di tale realtà, fa capolino, a chiari fini di speculazione politica, una martellante tesi, dialetticamente edulcorata col ricorso anche a terminologie improprie quali “affitto” e “surroga”, secondo la quale un uomo può andare a farsi un figlio “tutto suo” con una donna anonima presa a nolo, per poi portarselo via a vivere chissà con chi e dove. Nella procreazione la donna quindi torna ad essere un’anonima incubatrice, senza diritti su suo figlio.
Qualcuno è tornato al 1200, ma qui è la colpa, perché la realtà si conosce, mentre San Tommaso invece viaggiava per ipotesi.

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1 COMMENTO

  1. Già, proprio così… e tutti si preoccupano dei diritti di due uomini o due donne, che in natura non potrebbero mai procreare, ma vogliono ugualmente un bambino costi quel che costi…ma nessuno si preoccupa dei diritti di una donna di un Paese povero che per così dire “affitta l’utero” e magari ci mette anche l’ovulo per poi doversi separare dal bambino come da contratto e cederlo a una coppia omosessuale… o nessuno si chiede se realmente sia il bene del bambino avere due mamma o due papà se in natura, di solito, si ha un padre e una madre… che poi ci possano essere dei casi in cui un genitore viene a mancare o abbandona il coniuge e quindi il bimbo crescerà con un solo genitore, ovviamente è triste, ma è ancora più triste che, pur scegliendo una vita alternativa, si voglia poi ottenere a tutti i costi lo stesso risultato di una famiglia ordinaria e per farlo si sia disposti a qualsiasi mezzo… altro che 1200…

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