LETTERA / VALSUSA, I CANI ANTILUPO E GLI ESCURSIONISTI: UN RAPPORTO DIFFICILE?

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di ALBERTO e MARIA CRISTINA MONZA

Egregio direttore,
abbiamo letto con molto interesse l’articolo da Voi pubblicato dal titolo “Alta Valsusa, i pastori e l’utilizzo dei cani antilupo per proteggere il bestiame” del 10 ottobre e siamo rimasti stupiti che solamente ora ci si accorga della pericolosità di questi cani presenti nei pascoli montani. Ci presentiamo: siamo una famiglia lombarda che frequenta la bellissima Valsusa dal 1994 e abbiamo trasmesso la passione dell’escursionismo anche ai nostri figlie che ora, ventenni, continuano a frequentare la Valle. Il difficile rapporto uomo-cane da guardiania per greggi e mandrie è storico: prima non venivamo utilizzati  cani di questa razza ma l’aggressività di questi animali era molto simile; abbiamo un ricordo di molti anni fa in zona Alpe Laune, sopra l’ex sperimentale di Sauze d’Oulx, dove non siamo riusciti a raggiungere il laghetto perché la strada era sbarrata da alcuni cani che, malgrado lontani dalle bestie al pascolo, di fatto ritenevano di essere nel loro territorio.
L’estate scorsa, in val Thures, poco dopo il ponte dei partigiani, numerosi cani, tra cui quelli da guardiania, ci impedivano di passare sulla strada: comunicato all’Ufficio del Turismo di Cesana Torinese e avvisato telefonicamente del fatto l’ufficio preposto del Comune ci comunicavano che il problema era noto ma di scarsa soluzione!
Altro esempio: in località Chabou, sulla strada che conduce ai ruderi di una vecchia caserma, nel periodo estivo vi sono dei pastori che la occupano; ebbene fortuna vuole che eravamo ancora in auto in quanto almeno tre cani scendendo almeno a 200 metri dai “ruderi” adibiti ad alpeggio, si scagliavano contro la nostra auto che stava percorrendo la strada sterrata, non demordendo nel loro intento di guardia nemmeno quando ci allontanavamo.
Questi sono alcuni esempi a testimonianza del fatto che parliamo di fatti veri: i cani da guardiania antilupo attualmente impiegati sono ancora peggio. Sono molto aggressivi, per nulla addestrati e, spesso, non controllabili neppure dai pastori. La formazione di quest’ultimi andrebbe verificata in quanto hanno ora a disposizione questi animali che, come viene detto nell’articolo, sono oggettivamente pericolosi tant’è che in zone turistiche vengono individuati esemplari “non eccessivamente reattivi”.
Siamo di fronte ad un problema per la Valle: come tutelare i frequentatori della montagna che, magari, alimentano il mercato turistico, ricettivo, commerciale? La convivenza con questi cani è impossibile, al di la di quello che gli “esperti” raccontano: spesso le greggi rimangono isolate nei pascoli con la sola custodia di questi cani che, facendo il loro lavoro, appena vedono una persona in avvicinamento la attaccano anche a molti metri dal gregge. Non essendoci nessun pastore a richiamare il cane l’unica possibilità è allontanarsi, sperando di non venire raggiunti e morsicati.
 Anche quando vengono allestiti i recinti elettrificati antilupo per  “ricoverare” le pecore con i cani antilupo non all’interno del medesimo recinto, come dovrebbe essere, ma nelle immediate vicinanze, diventa praticamente impossibile transitare in prossimità, anche in presenza di un sentiero tracciato e liberamente percorribile.
Ci sono alcune bellissime località in valle dove è possibile andarci solo da metà ottobre quando, finalmente, le montagne tornano fruibili da tutti, non essendoci più ne pecore ne mucche. Fra l’altro esiste anche un problema di comunicazione con gli addetti alla custodia delle bestie (quando presenti): spesso non conoscono né la lingua italiana, né eventualmente, il francese o l’inglese provenendo, apparentemente, da paesi dove queste lingue non sono note. Abbiamo più volte provato a richiamare l’attenzione di qualche addetto quando questi cani ci attaccavano purtroppo senza riuscirci…non comprendevano la nostra richiesta di aiuto.
Insomma secondo noi una possibile soluzione, comprendendo la necessità dei pastori di difendere il proprio lavoro contro i lupi,  potrebbe essere l’impiego di altri razze di cani oppure cani molto più addestrati con la presenza di un pastore, altrettanto formato, che possa amministrare questi cani  per condurre il bestiame e la sua difesa. Siamo certi dell’esistenza di corsi per addestrare cani tali per cui l’animale diventa molto più sicuro nell’ambito del suo utilizzo, sia esso la guardia, l’attacco, la compagnia.
Concludiamo con una “triste” considerazione: in Valsusa per anni, da parte di alcuni, si è sperato che il lupo tornasse a popolare i boschi, ricreando una corretta catena alimentare e, tramite la sua protezione, favorirne la presenza. Oggi sempre in Valsusa ci si rende conto che forse la convivenza può essere complessa tra turisti, residenti, pastori, animali domestici e selvatici.
Nel complimentarci della Vostra sempre puntuale informazione sui fatti in Valsusa, porgiamo distinti saluti.

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35 COMMENTI

  1. Questa lettera mette a confronto la teoria e la buona pratica di alcuni, pochissimi, malgari e la realtà; basta chiedere ai medici del territorio per avere la conferma che ogni anno qualcuno viene azzannato ma, fino a quando non succederà il fatto grave, nulla verrà fatto. Il problema è più ampio e riguarda i pastori, o meglio gli sfruttatori opportunisti, che abusano del territorio sfasciando quel che si trovano davanti, sottopagando i sorvegliatori dei greggi (quando ci siano), disseminando vasche da bagno qua e là ad uso abbeveratoio e incassando ingenti somme non sulla base del lavoro svolto ma sul numero di capi e territorio occupato. Se anche i carabinieri forestali non hanno un granché di margine per redarguirli è tutto detto. Hanno instillato la paura del lupo ma di fatto rendono impossibile l’uso del territorio proprio da parte di chi lo ama e lo rispetta, almeno azzannassero le moto nei prati.

  2. Questo è il risultato della politica ambientalista voluta da chi vive di sola fantasia; margari, pastori e valligiani avrebbero sicuramente fatto a meno dei cani da guardiania, mentre, per quanto mi riguarda, anch’io cerco di evitare certi itinerari se so che ci sono greggi e mandrie al pascolo.
    Ma tant’è: che bello il ritorno del lupo….
    Buone escursioni a tutti.

  3. Evvia.
    Non poteva non partire il concerto di chi bada sempre a solo a sé e non agli altri ed ai problemi che devono affrontare.
    Mettere sullo stesso piano un gita in bicicletta con una stagione di monticazione dà la misura della ristrettezza di pensiero che anima simili lagnanze.
    Respingo infine il solito ricatto pseudo economico dei benefici turistici per la Valle da parte di chi, spesso, per le proprie gite si rifornisce nel supermercato accanto a casa e riesce a regalarci la sua presenza per intere giornate senza spendere un centesimo nell’economia locale.

    • Infatti io non l’avrei nemmeno citata la
      questione turistica, perché è irrilevante il motivo per cui si frequenta la montagna e le sue ricadute. È diritto di tutti poter frequentare luoghi pubblici (le montagne lo sono) senza rischiare l’incolumità a causa dei cani altrui. Io stesso sono un escursionista abituale e mi è capitato spesso di essere seguito in Val Argentera, Val Thuras, ma anche sopra Venaus, Novalesa o Mompantero da suddetti cani in modo più o meno aggressivo. Fino ad oggi mi è sempre andata bene perché ignorarli e continuare sulla mia strada è stato sufficiente per farli desistere. Ma non è detto che mi vada sempre bene e non è comunque una situazione piacevole. Condivido al 100% quanto scritto nella lettera.

  4. concordo con lo scrittore, avuti molti problemi con i cani da pastore, esacerbati dal fatto che abbia un cane.
    i pastori ragionano come se fossero i signorotti medievali del luogo, e le autorita (se le consideriamo degne di questo nome) dimenticano che essendo nel 2021 e non nel 1400 esistono vaste gamme di sistemi di dissuasione tecnologici

  5. Il turismo di questa valle sta degenerando! Ora anche i cani sono da debellare da questa valle. Il cane anti lupo anti rapina o anti merenderos fa semplicemente il suo lavoro. Difende il propio gregge e la propria casa! Tutti abbiamo fatto incontri ravvicinati con cani pastore. Ma non possiamo accontentare tutto e tutti. Volete anche il Wi-Fi gratis a 2.500m? Una fontana di spriz su ogni sentiero(possibilmente il sentirò percorribile in auto). Turista fai da te

  6. Tutto condivisibile anche per me che sono del posto, non è il capriccio “del turista” ma un fatto concreto. Casi simili capitati in bicicletta a Vazon (strada frequentata anche da bambini) e per lavoro in altre zone. Il problema e’ che oggi si tutelano le piccole cose che urtano la sensibilità dei più tralasciando i problemi seri.
    Nei casi capitati il pastore, seguendo l’attuale normalità, addirittura difendeva il cane giustificandolo cosa che io mi sarei premurato di scusarmi e magari trovare una qualche soluzione anche perchè non auguro a nessuno i cinque minuti passati con un maremmano minaccioso che ti abbaia a 50 cm…..o meglio lo augurerei al pastore….o a chi dall’alto delle sue lauree studia per mestiere l’inserimento dei lupi che dopo si è accorto causare problemi allora introduce i cani maremmani tra le greggi e adesso a problema che segue problema chissà se studierà anche una soluzione per limitare i maremmani….causando altri problemi….

    • I lupi non sono stati introdotti da nessuno. Sarebbe ora di finirla con questa leggenda metropolitana. Oltretutto il problema non sono i lupi, ma le soluzioni applicate dagli uomini per proteggere le greggi. Soluzioni che, evidentemente, sono migliorabili. Sfido a trovare qualche frequentatore della montagna che abbia mai avuto problemi con i lupi. Invece con i cani sfido a trovare qualcuno che non abbia avuto qualche cattivo incontro. E io amo i cani!

  7. Non si e mai sentito di turisti morsicata dai cani da guardania…fanno il loro dovere a distanza.ci manca solo più che un pastore debba prendere cani non adatti,affinché i turisti possano girare indisturbati vicino le greggi……spesso per l’ignoranza dei villeggianti molte pecore cadono dai dirupi spaventate a morte da orde di ragazzini mal gestiti dai genitori o..ancor peggio dai cani dei villeggianti lasciati liberi a scorrazzare…ci sono vallate stupende in Lombardia dove magari il problema non sussiste…incominciare a visitarle?

    • Lei afferma: “non si è mai sentito di turisti morsicati da cani da guardiania”. Chieda all’ASL che la smetiranno immediatamente. Poi andremo anche in Lombardia, dove il cane di Heidi non morde . . .

  8. Andrebbero addestrati a tollerare la presenza delle persone. Invece vengono buttati lì a casaccio. Sono cani anti lupo non anti uomo.

    • Ma sei sciocco così dalla nascita o lo sei diventato un pò per volta?
      La lettera è firmata in alto.
      E tu perchè non ti firmi, invece di nasconderti dietro un puerile pseudonimo? Vergogna!

  9. I nostri antenati impiegarono centinaia di anni ad eliminare lupi, orsi e linci dalle nostre valli , evidentemente non per sport ma per necessità di proteggersi dal pericolo. Ora stiamo dando il benvenuto al ritorno di animali potenzialmente pericolosi dovendo poi mettere altri animali, come i cani maremmani , al controllo delle greggi.
    A me è capitato più volte a passare nei su percorsi obbligati e di scoprire all’ultimo momento la presenza di Maremmani, che si distanziano anche di 100m dal gregge per abbaiare e minacciare ad 1 metro i viandanti. Le televisioni ci parlano costantemente di sicurezza ma poi, per questo aspetto le istituzioni si limitano ad apporre il cartello: Attenti ai Maremmani, tutto è demandato ai frequentatori della montagna che nella maggior parte dei casi non sono preparati a tenere i nervi saldi trovandosi davanti un maremmano inferocito.
    Sono convinto che i nostri antenati abbiano fatto bene ad eliminare il pericolo alla base, è la nostra generazione che non ha “il senso delle cose” che da il benvenuto al pericolo.

    • Forse non ha ben presente che è l’uomo che ha invaso, distrutto il territorio degli animali selvatici, noi siamo gli usurpatori, gli sterminatori. Le sue parole mi fanno inorridire: il pericolo alla base è l’essere umano. Non ha capito che stiamo distruggendo la terrra e le specie animali solo per l’avidità e l’ignoranza proprie della razza umana (che alla fine, giustamente, si autodistruggerà)
      Quelli PERICOLOSI sono le persone che ragionano come lei, sono pensieri così che nel secolo scorso hanno portato allo sterminio di interi popoli.

  10. Un amico aggredito mentre saliva una sterrata in mountain bike… il morso del maremmano gli ha forato il copertone e massacrato il cerchio. Nessuno nei paraggi… Tutto detto.

  11. Ma sei sciocco così dalla nascita o lo sei diventato un pò per volta?
    La lettera è firmata in alto.
    E tu perchè non ti firmi, invece di nasconderti dietro un puerile pseudonimo? Vergogna!

  12. Spiace ma per passeggiare in sicurezza occorrerà armarsi in funzione anti lupo e anti maremmani, visto che non c’è rispetto per le libertà altrui e vista la latitanza delle istituzioni.

  13. Io non ho capito bene il senso della lettera, seppure mi sono ritrovata inseguita dai cani da pastore al piccolo Moncenisio e ho dovuto prendere la mia cagnetta in braccio e dire seccamente ai cani “passa via” allungando anche un calcio a uno un po’ troppo intraprendente che cercava di prendermi un piede. Innanzitutto in montagna si va vestiti da montagna, con gli scarponi, e in tal caso, se presi ad una caviglia, non riescono a fare danni. Poi forse ci scordiamo che in montagna gli intrusi siamo NOI escursionisti, non i margari che vorrei ricordare STANNO LAVORANDO, non si stanno divertendo. Secondo la famiglia lombarda, probabilmente avvezza alle vie centrali di Milano e a tutti gli altri commentatori che li appoggiano a spada tratta, i margari, che sono le stesse persone che poi andiamo a cercare alla fiera della toma a Condove per il formaggio e il burro genuini, cosa dovrebbero fare, lasciare che le mucche o le pecore e capre vengano sbranate dai lupi? Se si uccidono i lupi, cosa a cui io sono ovviamente contraria, allora intervengono gli animalisti per salvare il “santo” lupo che riequilibra la natura mangiando gli ungulati, quando tutti sappiamo che anche il lupo preferisce la via comoda e ad un cinghiale preferisce una pecora. Ma allora, i margari come devono difendere i loro animali che per loro sono il loro LAVORO, visto che non stanno seduti ad una scrivania? L’unico sistema sono cani di grossa taglia e adatti a questa vita, come i maremmani e gli abruzzesi. Gli escursionisti sanno che questi cani difendono il gregge, per cui, basta seguire con accortezza i sentieri e non avvicinarsi a mandrie e greggi. Nel caso in cui appaia il cane, è bene mantenere la calma, restare fermi ed assertivi, e nella maggior parte dei casi se il cane vede che non ci avviciniamo agli animali che protegge ma nello stesso tempo non scappiamo a gambe levate, si fermano. In tutti i casi, i margari e i pastori sono gli UNICI che tengono ancora le nostre montagne PULITE, con i loro animali che mangiano l’erba. Dove i pastori diminuiscono, aumenta il sottobosco sotto forma di rovi e aumentano gli incendi a causa di piromani incoscienti. Quindi lasciamo che mandriani e pastori lavorino con i loro animali, cani compresi, siamo noi a dover aprire gli occhi e guardare dove passiamo: per il torinese e il milanese la montagna è il parco giochi, e peraltro spesso lo insozzano di cartacce e plastiche varie, per il margaro e il pastore sono il loro lavoro da rispettare.

    • Cara Gwen,
      vorrei vederla alle prese con 3 maremmani infuriati a 50 cm dalle caviglie….
      “Passa via…”, un calcio ?? Ma per piacere.
      Quello andrà bene con animali di piccola taglia, non con i maremmani.
      Provare (anzi io ho provato), per credere.

    • Certo che preferire i lupi ai cani la dice lunga …..ambientalisti!!!!invece di lamentarvi dei cani x non vi lamentate dei lupi e di tutti i danni che questi animali provocano…ai pastori o malgari che siano!!! Tra un po’ di tempo quando anche i pastori rinunceranno a salire al l’alpe non ci saranno più i cani ma ci saranno ancora i lupi e allora come la mettiamo???

  14. Un buon argomento per mettere gli uni contro gli altri. Escursionisti contro pastori. Pseudo local contro “foresti” e via di questo passo. Se il numero dei lupi, é fortemente aumentato sia a seguito dell’abbandono del territorio collinare e montano e sia per la totale protezione, la soluzione dei cani anti lupo sposta il problema di gestione sui pastori. Se non si vuole contenere il numero dei lupi occorre aiutare i pastori a gestire i recinti e i cani anti lupo. Questi ultimi, se e quando mordono, non distinguono il “foresto” dal l’autoctono o il “rispettoso” dal merenderos che abbandona i rifiuti senza spendere un euro sul territorio. Queste divisioni razziste le fa il bipede umano (buonista eco green?) che sceglie anche quale animale è meritevole o no. Il lupo è “figo” le pecore sbranate non sono meritevoli di tutela.

  15. Nella vicina Francia le greggi (troupeaux) sono segnalate sui sentieri all’attenzione di chi si avvicina, punto.
    Uomo avvisato mezzo salvato…..
    Mi sembra la più elementare prova di civiltà e rispetto che abbiamo (a due passi) a portata di mano.

  16. Il Signor Critico sarà sicuramente vegano perché, se non lo fosse, la mattanza di animali da allevamento di cui egli stesso quotidianamente si ciba avrebbe dovuto illuminarlo sulla differenza tra pecora e lupo, evitando di collocare quest’ultimo tra i “fighi”.

  17. Trovo molto utile e risolutiva l’idea di cartelli a 100 mt di distanza per avvisare la presenza di greggi custodite da cani antilupo

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