MEANA DI SUSA SCRIVE AL VESCOVO: “SCONFORTATI DAL TRASFERIMENTO DI DON ENZO CALLIERO, IL NOSTRO AMATO PARROCO”

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LETTERA DELLA COMUNITÀ DI MEANA AL VESCOVO ROBERTO REPOLE

MEANA DI SUSA – Vostra Eccellenza Reverendissima, in seguito al Suo incontro con le varie comunità parrocchiali abbiamo appreso del trasferimento del nostro amato Parroco Don Enzo Calliero; non possiamo negare che sono state settimane di sconforto e di grande disorientamento, ci sentiamo veramente come un gregge senza il suo pastore.
Don Enzo Calliero non è solo un punto di riferimento per i credenti praticanti, ma è faro anche per coloro che solitamente non partecipano alla Messa domenicale e alle altre funzioni. Le sue parole, i suoi sorrisi quando lo si incontra per strada, le sue benedizioni pubbliche crepano la durezza dei cuori più duri e aprono una via dove si insinua la Parola di Dio; il solo vederlo correre per le nostre strade dona alla gente serenità e la sicurezza che non siamo soli.
Una piccola comunità montana come la nostra è legata a doppia corda con la Parrocchia e il suo Parroco; le feste religiose portano con sé la riunione di tutta la comunità e di tutti gli abitanti sparsi nelle nostre 21 borgate, sono momenti fondamentali dove l’evangelizzazione e l’unione rappresentano il momento più alto della vita Cristiana.
Se la Parrocchia venisse chiusa verrebbe meno la comunità, avanzerebbe l’indifferenza e il disgregamento delle associazioni che direttamente o indirettamente sono legate alla Parrocchia e alle sue attività. Meana è un paese di montagna dove la popolazione ha un animo a volte duro come la montagna stessa, soave come i ruscelli che benedicono la nostra terra, luminoso come il sole che illumina i nostri prati e il nostro parroco Don Enzo conosce i nostri animi e ridona il giusto equilibrio che avvicina TUTTI a Dio.
Non possiamo assolutamente tralasciare che Don Enzo ha ridato il dovuto decoro ristrutturando con un lavoro notevole e bellissimo la nostra Chiesa, le nostre Cappelle i piloni e l’amatissimo Monumento della diocesi dedicato al Sacro Cuore. Ha sempre lottato e pregato la Divina Provvidenza affinché gli desse i mezzi e le forze per portare a termine tutte queste grandi opere che danno risalto e onore a Dio.
Non possiamo negare che il primo sentimento è stato quello della ribellione in quanto spaventati dal nostro futuro incerto, cosa potevamo fare per bloccare questo processo? Cosa potevamo fare per far capire quanto Don Enzo sia fondamentale per la nostra comunità?
Ma Don Enzo, lottando con il dispiacere di lasciare un Paese e una comunità che hanno rappresentato la sua terra e la sua gente per 20 anni, ha nuovamente saputo riequilibrare gli animi presentando il male che colpisce la Chiesa legato alla grave mancanza di Vocazioni. Siamo come sempre nelle mani di Dio e guardando il più ampio contesto la domanda più terrificante è: potrà ancora sopravvivere la nostra cristianità senza parroci?
Ma anche a questo Don Enzo ha saputo rispondere: “La Chiesa esiste da millenni e Dio aspetta da noi un sacrificio che porterà ad un rinnovamento”. Quindi utilizzando una frase di Don Enzo che è diventata la frase della nostra intera comunità “Siamo nelle mani del Signore”; questa lettera aperta è nata innanzitutto per ringraziare pubblicamente il nostro amato Don Enzo Calliero, quello che lui ha fatto per noi non riusciremo mai a ripagarlo e in questo momento di riflessione ci chiediamo come una sola persona abbia potuto cambiare così tanti animi, avvicinare così tante persone a Cristo, prendersi carico in un modo così speciale di tutte le pene di ogni singola persona della comunità sono davvero tanti e innumerevoli le benedizioni che questo singolo uomo di Dio ha portato nella nostra comunità.
Ma soprattutto il suo esempio di cattolico incrollabile sarà sempre di esempio e sarà nostro dovere passarlo alle nuove e future generazioni. É con le lacrime agli occhi e ringraziando Dio di averci concesso la presenza di Don Enzo in questi 20 anni che ci stringiamo pregando e mantenendo in un angolo del nostro cuore la speranza di poter continuare il nostro cammino con Lui. Ciao Don!
Diamo il nostro più sincero benvenuto a Don Sergio Blandino all’interno della nostra comunità, immaginiamo quanto possa essere difficile anche per Lei questo passaggio e preghiamo affinchè possa ambientarsi e ricevere le giuste soddisfazioni. Grazie Monsignor Repole per l’attenzione che vorrà porre alla nostra piccola comunità, preghiamo Santa Maria Assunta e il nostro Patrono San Costanzo per Lei, che si trova a dover gestire situazioni così difficili ed epocali.

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8 COMMENTI

  1. Vista la consolidata aridità della Valle, in futuro sarà già ritenersi fortunati se da fuori ci manderanno 1 sacerdote a celebrare ogni tanto qua e là.
    I sacerdoti non nascono dal nulla, e la loro mancanza è ben rappresentata dall’indifferenza o addirittura dal fastidio che il simbolo cristiano della croce (e ciò che essa rappresenta) genera tra la gente (che in gran parte manco sa cosa rapprensenta).
    Con la mancanza di sacerdoti, della corce e dei correlati valori, toccheremo con mano che per fare una società civile non basta una costituzione ed un esercito per acciuffare chi sgarra.

    • Chissenefrega dei sacerdoti. Il simbolo cristiano della croce non urta nessuno. Ciò che urta è invece è la pretesa dei cristiani di imporre al resto del mondo la loro fantasiosa visione della vita fatta di personaggi immaginari, libri fantasy e tanta creduloneria.

    • Chissenefrega dei sacerdoti. Il simbolo cristiano della croce non urta nessuno. Ciò che urta è invece è la pretesa dei cristiani di imporre al resto del mondo la loro fantasiosa visione della vita fatta di personaggi immaginari, libri fantasy e tanta creduloneria.

      • Di solito quelli che ritengono Gesù un personaggio immaginario e creduloni quelli che lo seguono, oltre a non aver mai approfondito nulla, poi seguono maghi, pupazzi e riti inventati da qualcuno per i propri interessi.

  2. Sono un cattolico non praticante, certo me ne faccio una ragione se il prete del mio paese viene trasferito ad un’altra parrocchia.
    Mi riferisco alla battuta di ” Cristiani No Grazie “,sulla Bibbia. Ho appena finito di leggerla e le mie conclusioni sono queste:
    se fosse vero tutto cio’ che ho letto i preti ne uscirebbero veramente con le ossa rotte !
    Va bene cosi’ NO.

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