PLANO, I TAGLI ALL’OSPEDALE DI SUSA E I POLITICI NON ELETTI CHE NON RISPONDONO AI LORO CITTADINI

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di SANDRO PLANO (Sindaco di Susa)

Una delle ragioni principali della Rivoluzione americana del 1775 era rappresentata dallo slogan “no taxation without representation” (no tassazione senza rappresentanza) dei coloni dei tredici insediamenti inglesi.

Questi sostenevano, a ragione, che l’assenza di loro deputati nel lontano Parlamento britannico fosse un rifiuto dei loro diritti come inglesi.
Fatte le debite proporzioni sta succedendo anche qui in Piemonte.

Non si tratta solo di tasse, ma di scelte sui servizi che dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini. Piero Fassino ha dichiarato recentemente che la Città metropolitana è stata un errore. Vorrebbe essere Sindaco di una Città di 2,3 milioni di abitanti – l’ex Provincia di Torino – che così (?) avrebbe maggiore competitività con le megalopoli mondiali.

Ciò ammesso, con l’attuale legge, noi della periferia avremmo un Sindaco scelto dai soli torinesi. Saremmo quindi privati di quel rapporto fondamentale, tra elettore ed eletto, rappresentato dal voto per incidere nelle scelte politiche.

Anomalia che si ripresenta nel Parlamento dove siedono Deputati e Senatori non eletti, ma scelti dai Partiti, teoricamente senza vincolo di mandato, ma praticamente costretti a rispondere ai leader politici piuttosto che ai cittadini.

Anomalia che si ripresenta nel Consiglio regionale dove alcuni assessori e consiglieri del cosiddetto “listino” non hanno dovuto affrontare il giudizio degli elettori, e quindi rispondono esclusivamente a chi li ha nominati, come si è purtroppo recentemente constatato per il punto nascite a Susa. Non si tratta solo della difesa di un reparto, stiamo assistendo a una radicale e programmata politica di trasferimento di servizi dalla periferia al centro con la scusa degli standard minimi.

Si stanno facendo passare i tagli dipingendoli come ottimizzazione delle risorse. Li si chiami come si vuole, ma uomini e donne residenti nelle valli attorno a Torino, che pagano le tasse, devono fare un decine di chilometri per farsi operare o per partorire, mentre i torinesi o rivolesi possono farlo sotto casa.

Non vedo perché risulta impossibile il contrario, ovvero ridurre le liste di attesa per interventi semplici a Rivoli o a Torino indirizzando alcuni pazienti e qualche medico verso una struttura come quella di Susa, perfettamente attrezzata, accessibile con facilità e a 20 metri dalla stazione ferroviaria. Stesse tasse, stessi chilometri. Altrimenti più chilometri, meno tasse. I Coloni americani direbbero “same taxes, same kilometers” oppure “more kilometers, less taxes”.

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1 COMMENTO

  1. Bellissimo quadro, peccato che sia pure realistico… da vergognarci, quando smetreremo di vendere la vita altrui e.ci si ribalta in.piazza e magati non pagando più le tasse il taglio lo fa direttamente il popolo ai politici, non saranno loro a tagliarci le risorse a a noi popolo… andremo a ridere se smettessimo in blocco di pagare come si pagano gli stipendi.???

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