SANT’AMBROGIO E IL CASO DELLA BAMBINA “ESCLUSA” DAL TEMPO PIENO A SCUOLA / LA PRESIDE REPLICA: “PER MOTIVI DI SICUREZZA NON POSSIAMO ACCETTARE UN BAMBINO IN PIU'”

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

Alunni e maestre alla commemorazione
di CORINNE NOCERA

Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Sant’Ambrogio, la preside Cristina Cerruti, ha risposto al nostro articolo pubblicato l’8 luglio, nel quale sollevavamo i problemi di una famiglia, in merito all’iscrizione della figlia a tempo pieno, alla prima elementare.
La preside Cerruti, nella sua lettera di risposta, premette che ha sempre aiutato i genitori per quel che ha potuto, infatti ci spiega: “In questi tre anni di dirigenza a Sant’Ambrogio, mai è emerso che il dirigente scolastico non abbia aiutato i genitori, quando essi hanno presentato un problema. Certo che se il problema non è risolvibile, secondo le competenze preposte dalla normativa, allora si recusano espressioni quali “non avendo ricevuto aiuto dal dirigente scolastico”, come si legge nel vostro articolo”.

E continua: “Se fosse possibile l’istituzione di una classe in più di tempo pieno presso la Scuola Primaria “Rodari”, allora anche le altre 13 famiglie che, come quella che si è rivolta al vostro giornale, non hanno avuto esito positivo alla richiesta di iscrizione alla classe prima a tempo pieno, sarebbero state accontentate. Nessuno però, ha avuto la reazione dei signori che vi hanno scritto, capendo che la scuola ha fatto tutto ciò che poteva”.

La replica del dirigente si focalizza sulle ultime righe del nostro articolo, nella parte in cui vi spiegavamo che, a detta dei due genitori lavoratori, la risposta della preside parrebbe “poco accettabile”, infatti Cerruti ci scrive: “Se per motivi legati alla sicurezza ed alla capienza delle aule, non è possibile l’ammissione di un ventisettesimo alunno nella classe prima, chiunque abbia a che fare con la normativa sulla sicurezza sa che ciò non è elemento poco accettabile, bensì è determinante all’assolvimento dell’obbligo che prevede un numero blindato di alunni, a seconda della capienza delle aule”.
E puntualizza ancora: “L’inserimento del ventiseiesimo alunno è già stato deciso, per scontentare, almeno, una famiglia in meno, ma il ventisettesimo proprio non è ammissibile, anche sentendo le maestre che dovranno gestire una prima classe con 26 bambini e tutto ciò che comporta un numero così elevato di alunni. Se uno sbaglio c’è stato, è la disponibilità ad accontentare il maggior numero di famiglie possibile, che ha innescato la reazione della ventisettesima famiglia che si è vista esclusa”.

Cerruti sottolinea di aver seguito la corretta normativa per rispondere ai due ricorsi presentati dai genitori, delegando al Consiglio d’Istituto e ad una commissione preposta, formata anche da genitori, l’elenco delle graduatorie e la visione dei ricorsi, “e non “secondo un verbale del Consiglio d’Istituto”, come si legge nel vostro articolo” precisa la preside.
Noi vi avevamo parlato di un verbale del Consiglio d’Istituto, sul quale la famiglia esclusa si è basata per spiegarci correttamente la situazione, non volendo però dubitare in nessun modo sulla correttezza dell’operato del Consiglio d’Istituto, delle commissioni e della preside stessa.
Continua Cerruti nella sua lettera a Valsusaoggi: “Per la polemica sulla sede distaccata dell’asilo, non è la preside che l’ha introdotta, anche perché è dal 2006 che essa esiste, anno in cui il dirigente neanche era a Sant’Ambrogio. Inoltre, i bambini della scuola, non vengono accompagnati nella sezione distaccata “dai loro compagni di scuola materna” come si legge, bensì da insegnanti preposte: se la bambina non gradisce tali spostamenti, è spiacevole, ma non è possibile accettare la richiesta di lasciarla nella sezione distaccata fino alle 16, in quanto l’organizzazione della scuola non lo prevede”.
Tralasciando il fatto che la richiesta dei genitori non era più quella di permettere alla bambina di rimanere nella sezione distaccata, avendo trascorso tutti i pomeriggi dell’ultimo anno di materna presso la sede lavorativa del papà o della mamma, il dirigente cita la parte finale della sua risposta ai due ricorsi dei genitori: “Si ricorda che la frequenza presso il plesso “Costa”, prevede tre rientri pomeridiani su cinque, con la possibilità di fruire della mensa e che, è allo studio l’eventuale possibilità di frequenza gratuita delle famiglie per il quarto pomeriggio. Rimarrebbe quindi un unico pomeriggio, il venerdì, in cui l’uscita è alle ore 12,15. Quindi c’è la volontà di venire incontro alle esigenze delle famiglie quando, per motivi al di sopra delle proprie competenze e possibilità, non si possono accogliere le loro richieste”.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.