SUSA, GRANDE SUCCESSO PER I MONDIALI DI CORSA IN MONTAGNA / FOTO E CLASSIFICHE

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dell’UFFICIO STAMPA STELLINA RACE (Fotoservizio CARLO RAVETTO)

SUSA – Nei Campionati Mondiali Master di corsa in montagna a Susa, l’Italia chiude a quota 45 medaglie: 25 ori, 9 argenti e 11 bronzi. La seconda giornata porta infatti agli azzurri altri 10 piazzamenti sul podio, con due successi individuali e tre a squadre. Sorpresa sulla salita che da Susa porta a Costa Rossa: il percorso degli 11 km del Memorial Partigiani Stellina, che ha accolto la 17esima edizione della rassegna iridata “over 35”, vede abdicare il re Jonathan Wyatt salito in cima in 1h09:15, a favore del portoghese con residenza svizzera Cesar Costa, primo nella classifica generale e di categoria M40 in 1h08:53. Il neozelandese, qui vincitore ben 15 volte (dal 1999 al 2009, 2013 e 2014), parte piano e recupera nel finale mettendo nel mirino l’avversario, ma ormai è troppo tardi. Non è però un nome nuovo quello di Costa, perché nel suo palmarès ci sono ben quattro podi alla Sierre-Zinal, una delle corse storiche per gli appassionati della montagna, chiamata la corsa dei cinque 4000 per le altezze toccate dal percorso, e numerose presenze nella nazionale assoluta. Proprio nell’edizione 2016 Cesar, classe 1976, aveva già preceduto Jonathan, classe 1972 e vincitore di diverse edizioni della Zinal, nella classifica finale.
Nella categoria M50 la vittoria è invece andata ad uno dei personaggi della Stellina, don Franco Torresani, portacolori dell’Atletica Trento.
Già campione mondiale della stessa categoria nel 2014 a Telfes, Torresani è parroco di Coredo, Tavon, Smarano e Sfruz, 3000 anime incastonate nella Val di Non.

Caso più unico che raro di ecclesiastico sportivo, prende i voti nel 1987 ma questo non ferma la sua carriera che, anzi, lo vede cimentarsi sul percorso della Stellina più volte con la maglia azzurra della nazionale assoluta, la prima nel 1998 quando fu il primo ecclesiastico atleta professionista. “Ho quattro parrocchie e una pieve a cui badare e spesso mi muovo a piedi. Poi appena ho un’ora libera vado a correre tra i meleti della Val di Non anche se il percorso a cui sono più legato è l’Altopiano di Predaia”. Niente programmi di allenamento ma solo l’istinto a guidarlo nello sport, come la fede nella vita. “In realtà il risultato della mia carriera di cui vado più fiero è il non essermi mai ritirato. Non bisogna mai mollare e per questo il mio personaggio preferito delle Olimpiadi di Rio è il ciclista Elia Viviani: è caduto, si è rialzato e ha vinto, un grande esempio per tutti”. Don Torresani, nella sua veste ecclesiastica, ha poi celebrato messa dopo il traguardo a Costa Rossa, a commemorazione della Battaglia delle Grange Sevine del 26 agosto 1944.
Nella categoria M45 al via Antonio Molinari (Atl. Trento) che, dopo Wyatt, detiene il maggior numero di presenze nell’albo d’oro della Stellina. Amico da sempre di Susa ha voluto essere presente nonostante una condizione non proprio brillante che non gli ha consentito di andare oltre il 30° posto di categoria. Il successo è invece andato a Daniele De Colo (Gs Vigili del Fuoco De Vecchi Belluno) con un crono finale di 1h10:04. L’altra vittoria individuale straniera di giornata è quella di Ian Conroy, irlandese che ha preso il via tra gli M35, terzo assoluto in 1h09:20.
Per quanto riguarda le classifiche di squadra, successo dell’Italia tra gli M40, M45 e M50, nella categoria M35 vittoria dell’Irlanda.
Nella prova open Bernard Dematteis (Corrintime) in 1h09:58 precede Vincenzo Milesi (Gs Orobie/1h10:28) e Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana/1h11:51), sesto il gemello Martin Dematteis (Corrintime/1h15:23), mentre Antonella Confortola (Forestale/1h21:09) si aggiudica il successo nei confronti di Alice Gaggi (La Recastello/1h21:15) e Sara Bottarelli (Free-Zone/1h21:52). Va così in archivio un’edizione da record con 26 nazioni presenti, e oltre 700 atleti tra gare ufficiali master e gare open. L’appuntamento è per la prima settimana di settembre del 2017 a Dubnica nad Vahom, in Slovacchia.
Alla cerimonia finale di premiazione sono intervenuti il Presidente della WMRA Bruno Gozzelino, il Presidente della WMA Stan Perkins, il Presidente di Fidal Piemonte Maurizio Damilano in rappresentanza della Federazione Italiana di Atletica Leggera, il Presidente del Comitato Organizzatore Adriano Aschieris insieme al Presidente Onorario e Campione Olimpico Livio Berruti. Le istituzioni erano rappresentate dai Sindaci di Susa Sandro Plano, di Mompantero Piera Favro e di Venaus ; dall’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris. Presente anche la famiglia Bolaffi con Alberto Bolaffi figlio di Giulio alias Comandante Aldo Laghi, Mizuno, sponsor tecnico dell’evento, e Abekom Sport NaturAid.
Campionati Mondiali Master di corsa in montagna
Susa, 27-28 agosto
Medagliere italiano della seconda giornata
ORO (5)
M45: Daniele De Colo (Gs Vigili del Fuoco De Vecchi Belluno)
M50: Franco Torresani (Atl. Trento)
squadra M40: Giuseppe Antonini (Atl. Paratico), Silvio Balzaretti (Atl. Monterosa Fogu Arnad), Fabio Pinelli (Stone Trail Team)
squadra M45: Daniele De Colo (Gs Vigili del Fuoco De Vecchi Belluno), Cristian Badini (Atl. Paratico), Lorenzo Trincheri (Gs Roata Chiusani)
squadra M50: Franco Torresani (Atl. Trento), Luciano Bosio (La Recastello Radici Group), Martin Obexer (Telmekom Team Südtirol)
ARGENTO (2)
M50: Luciano Bosio (La Recastello Radici Group)
squadra M35: Filippo Barizza (Atl. Dolomiti Belluno), Massimiliano Di Gioia (Atl. Palzola), Luca Malgarida (Us Malonno)
BRONZO (3)
M40: Giuseppe Antonini (Atl. Paratico)
M45: Cristian Badini (Atl. Paratico)
M50: Martin Obexer (Telmekom Team Südtirol)

In archivio la prima giornata dei Mondiali Master. Pioggia di medaglie per l’Italia

Prima giornata della 17ma edizione dei Campionati Mondiali Master di Corsa in Montagna a Susa, 28ma edizione del Memorial Partigiani Stellina. Oggi e domani saranno 27 le nazioni e oltre 700 gli atleti che si daranno battaglia sui sentieri alle pendici del Rocciamelone. Susa, o come la chiamavano gli antichi romani Segusium, baciata dal sole e da un cielo terso come solo la montagna nei giorni migliori sa regalare, offre uno scenario naturale che lascia senza fiato. La partenza, posizionata sotto l’Arco di Augusto (costruito nell’ 8 a.C. per volere del re dei Cozi Marco Giulio in onore dell’Imperatore romano Ottaviano Augusto a celebrazione di un patto di non belligeranza stipulato nel 13 a.C.) proietta dal primo sguardo gli atleti nella storia. Alla partenza si inizia una corsa non solo in salita ma anche attraverso i secoli, sino ad arrivare alla II Guerra Mondiale e alla Battaglia delle Grange Sevine del 26 agosto 1944 nella quale il gruppo di partigiani guidato dal Comandante Aldo Laghi, alias Giulio Bolaffi, sconfisse un plotone dell’esercizio nazista.
Quest’oggi hanno preso il via 164 donne (tutte le categorie, dalla MF35 alla MF75) e 196 uomini (le fasce d’età comprese tra i 55 e i 65 anni età) con arrivo a Chiamberlando nel territorio del comune di Mompantero. 6.550m la lunghezza del percorso con un dislivello di 780 metri. I primi a partire sono stati però i protagonisti della gara open aperta a tutti cui hanno preso parte in 26: menzione particolare per Renzo Bello (Atl. Susa), classe 1934, il più over tra tutti gli atleti al via (ricordiamo che da regolamento internazionale il limite massimo di età per la gara ufficiale valida per l’assegnazione del titolo è mondiale è 79 anni). Oggi l’Italia porta a casa 8 titoli iridati di cui 3 femminili (F35, F45, F65); dominio azzurro invece nelle classifiche di squadra, dove l’Italia si aggiudica il titolo in tutte le categorie in gara oggi eccetto nella MF40, appannaggio della Gran Bretagna.
Ritorno a casa per il campione dei trail Marco Olmo (Roata Chiusani), classe 1948, specialista delle competizioni più dure: basti pensare che è reduce da ben 19 edizioni consecutive della temibile Maraton de Sable, corsa estrema di 240km attraverso il Sahara: “Correre nel deserto è un’emozione che non si può descrivere (ed è davvero così visto che Olmo quasi si commuove mentre scorrono nella sua mente le immagini delle sue imprese); quando sei da solo, al comando della gara, e intorno a te c’è solo un’unica distesa di sabbia, non pensi a nulla se non a goderti lo spettacolo di luci e colori che la natura ti offre”. Cosa ha significato per te correre un campionato mondiale di corsa in montagna qui in Italia?. “E’ stato bello tornare sui sentieri dove tutto è cominciato. Mancavo dal 1996 quindi da vent’anni. Essere alla Stellina è stato un tuffo nei ricordi, ho ritrovato tanti amici e mano a mano affioravano alla mente tanti episodi del passato legati a questa storica gara. È un tracciato che si adatta a me perché prediligo le gare in salita; forse però per le mie caratteristiche, abituato come sono alle lunghe distanze, avrei preferito l’arrivo a Costa Rossa (dove sarà il traguardo della gara di domani, a 1945m di altezza dopo 11.033m di tracciato).” Al suo attivo Olmo ha anche un libro, “Il Corridore”, scritto con Gaia de Pascale edito da Ponte alle Grazie; un altro è in cantiere (l’uscita è prevista entro fine anno) e l’obiettivo è spingere tutti non lasciarsi andare ma continuare a fare attività fisica a qualsiasi età. Per la cronaca Olmo oggi chiude 6° tra gli M65.
Un’altra bella storia è quella di Claudio Amati (Atl. Valli Bergamasche), laureatosi campione mondiale M55 al primo anno di categoria. Anche per lui non è la prima volta qui allo Stellina. “Ho corso qui molte volte e molti anni con la maglia azzurra nella categoria assoluta. Anche per me è stato un ritorno a casa. La corsa in montagna è la mia passione da sempre, continuo a frequentare l’ambiente anche ora, siamo una grande famiglia, ed è bello ritrovarsi a gareggiare oggi da over avendo come avversari i nostri ex compagni della nazionale, anche di altri paesi.” Amati ha già un titolo mondiale nel palmares, quello della categoria M50 conquistato a Paluzza nel 2011. “Nonostante abbia tante gare alle spalle però non ci si abitua mai all’emozione, è sempre grande. Un mondiale è sempre tale, indipendentemente dall’età”. Conferma che arriva anche da Luigi Bortoluzzi (SC Alpago), terzo classificato oggi ma parte della storia dello Stellina di cui ha vinto numerosi edizioni passate a staffetta. “Oggi è il mio primo mondiale, non ho parole per descrivere quello che provo, aver potuto correrlo in Italia, in una gara che amo non ha prezzo”.
Non possiamo poi dimenticare Mario Andreolotti (Atl. Susa), recordman della salita e discesa allo Chaberton, ed Elio Ruffino (GSPT75 Cuore da Sportivo), che detiene il record di salita e discesa del Rocciamelone con partenza da Susa. Nella gara di oggi Ruffino chide 16mo tra gli M65 mentre Andreolotti è 25mo tra gli M60.

Campionati Mondiali Master di corsa in montagna
Susa (TO), 27-28 agosto
Medagliere italiano della prima giornata
ORO (20)
M55: Claudio Amati (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
M60: Gian Paolo Englaro (Pol. Timaucleulis)
M65: Pierino Barbonetti (Runners Chieti)
M70: Vincenzo Imbrosci (Gsa Valsesia)
M75: Giuseppe Monini (Orecchiella Garfagnana)
W35: Flavia Boglione (Atl. Saluzzo)
W45: Simonetta Menestrina (Atl. Trento)
W65: Annamaria Vaghi (Atl. Pavese)
squadra M55: Claudio Amati (Atl. Valli Bergamasche Leffe), Luigi Bortoluzzi (Sc Alpago), Stefano Valotti (Atl. Rebo Gussago)
squadra M60: Gian Paolo Englaro (Pol. Timaucleulis), Marino Portigliotti (Gsa Valsesia), Alberto Aimar (Pod. Buschese)
squadra M65: Pierino Barbonetti (Runners Chieti), Adolfo Accalai (Atl. Avis Castel S. Pietro), Aurelio Moscato (Pol. Lib. Cernuschese)
squadra M70: Vincenzo Imbrosci (Gsa Valsesia), Claudio Milan (Atl. Susa), Carlo Marino (Baudenasca)
squadra M75: Giuseppe Monini (Orecchiella Garfagnana), Eugenio Bocchino (Cus Torino), Sergio Deagostini (Gsa Valsesia)
squadra W35: Flavia Boglione (Atl. Saluzzo), Lara Mustat (Circolo Minerva), Angela Serena (Free-Zone)
squadra W45: Simonetta Menestrina (Atl. Trento), Marta Santamaria (Atl. Brugnera Friulintagli), Nives Carobbio (Runners Bergamo)
squadra W50: Rita Lilia Quadri (Bergamo Stars Atletica), Luigina Menean (Pol. Timaucleulis), Paola Borio (Pod. Tranese Unione Industriale)
squadra W55: Maria Giovanna Cerutti (Gsa Valsesia), Elisa Pellicioli (Atl. di Lumezzane), Daniela Bonaiti (Atl. Valle Brembana)
squadra W60: Annamaria Galbani (La Michetta), Marlene Zipperle (Asc Berg), Maria Alda Manzone (Team Marathon Torino)
squadra W65: Annamaria Vaghi (Atl. Pavese), Gianna Annita Vaccari (Atl. Lessona), Valentina Bottarelli (Atl. di Lumezzane)
squadra W70: Maria Grazia De Colle (Gs Quantin), Graziella Stefani (Baudenasca), Fiorella Fretta (Romatletica Footworks)
ARGENTO (7)
M60: Marino Portigliotti (Gsa Valsesia)
M65: Adolfo Accalai (Atl. Avis Castel S. Pietro)
M70: Claudio Milan (Atl. Susa)
W35: Lara Mustat (Circolo Minerva)
W45: Marta Santamaria (Atl. Brugnera Friulintagli)
W55: Maria Giovanna Cerutti (Gsa Valsesia)
W65: Gianna Annita Vaccari (Atl. Lessona)
BRONZO (8)
M55: Luigi Bortoluzzi (Sc Alpago)
M65: Aurelio Moscato (Pol. Lib. Cernuschese)
M70: Carlo Marino (Baudenasca)
W35: Angela Serena (Free-Zone)
W45: Nives Carobbio (Runners Bergamo)
W50: Rita Lilia Quadri (Bergamo Stars Atletica)
W60: Annamaria Galbani (La Michetta)
squadra W40: Nadia Re (Valli di Lanzo), Sabrina Viel (Gs Quantin), Anna Piazza (Gpa La Lughesina).

(Foto copertina Facebook Memorial Partigiani Stellina)

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