VALSUSA, 10MILA NUOVI ALBERI SUL MONTE MUSINÈ

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppMessengerEmailLinkedIn

dall’UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI CASELETTE

CASELETTE – Come era stato comunicato durante la serata informativa di circa 1 anno fa, approfittando del riposo vegetativo dell’inverno 2022, si entra nella fase operativa del progetto di rigenerazione del nostro amato monte Musinè.

Questa prima fase di lavori è resa possibile grazie a fondi pubblici e privati: una sinergia speciale per questo progetto che ha visto una straordinaria generosità dei fruitori del Musinè. Sinergia che ha portato circa 20mila €, a cui si aggiungono altri 20mila € donati dalla fondazione Magnetto, 20mila € stanziati dall’Amministrazione Comunale ed infine 28mila € di contributo dalla città Metropolitana di Torino. Il totale di questi 88mila € finanziano la quota più importante del progetto: quella del recupero delle aree bruciate dal terribile incendio di marzo 2021.

Nello specifico i lavori riguarderanno il taglio e la messa in sicurezza del territorio intorno a San’Abaco per circa 8 Ettari con la conseguente messa in dimora di 2.000 nuove piante. Successivamente si passerà alla riceppatura di 5 Ettari nell’area intorno al traliccio centrale: questa operazione permetterà alle piante ancora in grado di farlo di rinascere dal proprio ceppo. Il progetto, presentato in diverse sedi, sia per autorizzazioni che per raccolta fondi, ha avuto un tale risalto da essere considerato strategico all’interno dei progetti presentati dalla Città Metropolitana per i finanziamenti del PNRR.

“Siamo quindi veramente felici di informare la popolazione che il nostro progetto – spiega il consigliere delegato alla Montagna, Giorgio Martini – sarà integrato da un progetto parallelo della città metropolitana di Torino, finanziato dal PNRR, che vedrà la piantumazione di ulteriori 8.000 piante, portando ad un totale di 10.000 nuovi alberi! Vogliamo ricordare poi che “Il progetto di rigenerazione” è stato così chiamato perché oltre ad includere progetti seviculturali atti alla riforestazione delle zone bruciate ha in seno anche interventi che andranno a salvaguardare il futuro del nostro patrimonio verde”.

In parallelo continuerà quindi la ricerca di fondi per finanziare le altre opere sul fronte a supporto spegnimento di futuri incendi: il ripristino della piazzola di atterraggio elicottero, l’apertura di 2 nuovi sentieri per un più veloce intervento in zone poco accessibili, una nuova vasca di raccolta acqua in quota e ripristino di piste per un più agevole avvicinamento tramite mezzi di soccorso.

Come già più volte detto questo progetto oltre ad una valenza ambientale ha dimostrato una importante valenza sociale: è un progetto comunitario, delle associazioni, dei cittadini. Mai come in questo periodo la voglia di rinascere e costruire un futuro migliore è stato così forte e questo progetto è la sua espressione concreta. Non è finita qui ovviamente e molto c’è da fare ma, visto quanto fatto, siamo certi della completa riuscita del progetto nei prossimi anni.

FacebookTwitterWhatsAppMessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

8 COMMENTI

  1. Bene! Speriamo di vedere il verde ripristinato in fretta, se non altro per lasciare un mondo migliore ai nostri figli e nipoti….

  2. Tra il 2000 e il 2019 a Caselette ci sono stati almeno 106 incendi boschivi (fonte: Regione Piemonte), senza contare quelli dell’ultimo triennio, compresi quelli, nella stessa zonam di rotoballe, cataste di legna e fabbricati, di origine sicuramente non accidentale.
    Più che farsi belli mettendo a dimora migliaia di piante (che, in questo periodo con sempre meno precipitazioni, faranno quasi sicuramente una brutta fine), non è forse il caso di iniziare a lavorare seriamente sulle cause degli incendi, invece di mandare soldi pubblici, letteralmente, in fumo?

  3. Una lodevole iniziativa per questa montagna simbolo della bassa valle e del torinese. Durante i lavori il sentiero per sant’Abaco è chiuso?
    Sarebbe opportuno un comunicato.
    Sarebbe da valutare la sistemazione del tratto di sentiero a monte di sant’Abaco, ormai eroso dall’acqua e dagli innumerevoli passaggi di escursionisti diretti in vetta.

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.