VALSUSA, ALLA RICERCA DEL LUPO: FOTOTRAPPOLE E 200 REPERTI RACCOLTI

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dall’ENTE DI GESTIONE DEI PARCHI DELLE ALPI COZIE

SALBERTRAND – Con il 31 marzo si è conclusa la raccolta sistematica dei segni di presenza del lupo sul campo, la “fase uno” del primo monitoraggio nazionale delle specie lanciato nell’autunno 2020 dal Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero per la Transizione Ecologica) e coordinato da ISPRA.

Il progetto Life WolfAlps EU ha svolto il coordinamento del monitoraggio su tutte le regioni alpine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, e sull’Appennino Ligure-Piemontese dove sono stati impegnati circa 1000 operatori, che hanno percorso circa 1250 transetti, ripetendoli periodicamente da ottobre a marzo fino a coprire una distanza di oltre 8000 chilometri. Del network lupo alpino fanno parte Regioni, Parchi nazionali e regionali, carabinieri forestali, tecnici dei comprensori di caccia e quaranta associazioni tra cui Wwf, Cai, Legambiente, Lipu, Aigae. In data 12 aprile 2021 il progetto Life ne ha dato evidenza sul proprio sito web (https://www.lifewolfalps.eu/conclusa-la-fase-1-del-monitoraggio-nazionale-del-lupo/).

Per quanto riguarda la parte di lavoro organizzata e coordinata dall’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, sono stati coperti 32 transetti (indagini/campionamenti ndR) – anche esterni al territorio dei parchi – da 19 guardiaparco e 2 tecnici in 8 settori territoriali differenti. Ciascun transetto, di misura variabile fino a 10 km di lunghezza, è stato percorso almeno una volta al mese in coordinamento con le altre organizzazioni che hanno aderito al monitoraggio, per perlustrare nelle stesse giornate porzioni di territorio omogenee in modo da tracciare con maggiore precisione la presenza di una specie estremamente mobile come il lupo.

Complessivamente il personale dei Parchi delle Alpi Cozie, coadiuvato da 2 tesisti dell’Università di Torino e da 11 volontari esterni (per lo più Guide Escursionistiche Ambientali che hanno partecipato alle attività solo nel mese di ottobre a causa degli impedimenti di mobilità dovuti alle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19) ha preso in carico un terzo dei transetti individuati sul territorio delle Valli Pellice, Germanasca, Chisone, Sangone, e Susa, coordinando il lavoro con la Città Metropolitana di Torino, i Carabinieri Forestali, i comprensori alpini CATO1, CATO2 e CATO3, l’Azienda Faunistico Venatoria Albergian e i volontari del Club Alpino Italiano.

Durante ciascuna giornata di monitoraggio, le piste di lupo sono state tracciate con tecnologia GPS, sono stati geo-referenziati tutti i ritrovamenti più significativi e sono state posizionate fototrappole che hanno fornito preziose testimonianze video e fotografiche. Circa 200 sono stati i reperti raccolti sul terreno – prevalentemente fatte di lupo – che in seguito all’analisi genetica consentiranno di determinare la “carta di identità” genetica dei componenti di ciascun branco e dei giovani in dispersione.

Il lavoro di campo ha richiesto uno sforzo enorme, ma necessario. Infatti non è possibile fare una conta diretta ed esaustiva dei lupi presenti sul territorio, perché si tratta di una specie elusiva che occupa territori di grande estensione. La vera novità del 2020-2021 è che per la prima volta il metodo rigoroso e sistematico di raccolta dei segni di presenza è stato applicato su scala nazionale.

Con il passaggio alla “fase due” del monitoraggio tutti i dati raccolti sono validati e archiviati e i campioni biologici vengono inviati ai laboratori di genetica di riferimento. Una volta terminate le analisi genetiche, i risultati ottenuti, saranno integrati con le informazioni ricavate da video e fototrappolaggi, osservazioni dirette verificate, piste di impronte e wolf-howling (ululati indotti per documentare la presenza di cucciolate). La fase finale vedrà l’elaborazione dei dati raccolti, con l’applicazione di modelli statistici e grazie al supporto di un gruppo di ricercatori per ottenere la stima di distribuzione e abbondanza della popolazione del lupo in Italia.

A fine 2021 potremo quindi disporre della prima stima a livello nazionale. Il primo passo verso qualsiasi tipo di ipotesi per la gestione della specie lupo è la conoscenza scientifica dello status della popolazione – per questo i dati del monitoraggio sono fondamentali.

 

 

 

 

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