ESCURSIONISTI SI PERDONO SUL MONTE MUSINÈ: RECUPERATI DA VIGILI DEL FUOCO E SOCCORSO ALPINO

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ALMESE – Oggi pomeriggio due escursionisti si sono persi nei sentieri del monte Musinè. Mentre stavano scendendo dalla cima è venuto buio: hanno perso l’orientamento ed essendo in una zona impervia hanno preferito fermarsi e chiedere aiuto. Sul posto sono stati raggiunti dai vigili del fuoco di Alpignano, con il supporto del Soccorso Alpino e dei vigili del fuoco di Almese. L’allarme è scattato intorno alle 18 ed il recupero è avvenuto poco dopo le 19: fortunatamente non erano feriti, ma soltanto infreddoliti.

“Oggi, con il mio compagno per la prima volta dopo anni che volevamo farlo, siamo riusciti a scalare il Musinè – spiega la ragazza – la  salita è andata benissimo. Dopo esserci riposati, abbiamo chiesto consiglio a un signore del posto, che ci ha fatto percorrere il cosiddetto sentiero blu. Abbiamo iniziato la discesa alle 16 circa, ma alle 17 il sole è calato, impedendo la visualizzazione del sentiero…non essendo pratici della zona è stato facile perderci. Si è fatto buio, sentivamo gli animali che correvano tra gli alberi. Non vedendo dove mettere i piedi, abbiamo preferito chiamare i Vigili del fuoco. Grazie alla loro professionalità e grazie all’aiuto della geo-localizzazione siamo stati rintracciati e accompagnati alla macchina. Grazie di cuore ai vigili del fuoco in generale, ma soprattutto ai ragazzi volontari di Alpignano, che sono arrivati tempestivamente sul posto”.

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8 COMMENTI

  1. ecco altri due fenomeni che mettono a rischio la vita dei volontari!
    le gite in montagna si fanno partendo presto e programmandole….se no si resta a casa.
    Oggi non ci sono stati cambiamenti improvvisi di tempo o altri imprevisti, ma semplice imperizia; spero vi facciano pagare le spese dell’intervento di recupero

    • Condivido, stavo per scrivere le stesse cose. Ma perché bisogna essere così? Ma cosa bisogna dimostrare e soprattutto a chi? Non sono sufficienti i già tristi eventi di cronaca di questi giorni? Davvero a sti fenomeni dovrebbero far pagare l’intervento di persona, così si che gli passa la voglia di fare gli avventurieri. Invece a pagare saremo come al solito tutti…..

  2. Tutto è bene quel che finisce bene. Però il Musinè è come Bologna: non si perde neanche un bambino.
    Un consiglio a quegli escursionisti: le prossime escursioni fatele ai giardinetti.

  3. La montagna, anche la più banale, riserva insidie. Ci vuole un minimo di buon senso. Se si parte tardi non si indugia in cima soprattutto perché magari non si è attrezzati per la discesa al buio con pila frontale . Inoltre se non si conoscono i sentieri, ed avendo poca luce, non si scende su un tracciato sconosciuto ma si ripercorre il sentiero fatto all’andata. Chi invece si prodiga a dare indicazioni dovrebbe capire se l’interlocutore è esperto o è uno sprovveduto. Nel secondo caso invece di indicargli un nuovo sentiero, lo esorta a tornare a valle ripercorrendo il sentiero percorso in salita. In montagna ci vuole prudenza ed attenzione .

  4. Posto che penso che sappiamo tutti che è entrata in vigore l’ora legale, quindi alle 16,30 non c’è più il sole e alle 17,00 viene buio, perché razza di motivo queste persone non aspettano la primavera quando le giornate si allungano per provare a fare scalate? Comunque meno male che tutto è finito bene, e mi resta una domanda, se per loro è stata utile la geolocalizzazione, perché i soccorritori francesi, avendo ricevuto la chiamata del povero signore che è morto sul Moncensio, non hanno utilizzato lo stesso metodo? Magari si poteva evitare la morte di una persona che probabilmente aveva fatto lo stesso errore di valutazione sulla durata del giorno, oltre al fatto che c’era il vento e la bufera.

  5. Se provate ad andare in montagna scoprirete quante zone non sono coperte da segnale radio , gps e altro e il Moncenisio non è servito da questo sistema.Per I deboli di memoria anche nell’ inverno 2008/2009 i signori che gestivano l’allevamento dei cani da slitta, vicino alla gran scala, rimasero isolati nella neve per impossibilita’ nel contattare sia l’Italia che la Francia per mancanza di segnale.Quindi calmi con le critiche gratuite.

    • Al moncenisio il segnale c’era perché il povero ragazzo ha chiamato.purtroppo chissà perché si é cercato dalla parte sbagliata anche se era molto vicino alla strada zona piramide.
      I casi sono diversi ma ormai tutti si sentono (o vengono spronati a sentirsi)eroi e alpinisti senza aver aumentato le conoscenze e la pratica gradualmente..

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