VALSUSA, IL NUOVO LIBRO “IL GUARDIANO DEI LUPI”: IL 10 DICEMBRE AL CIRCOLO DEI LETTORI DI TORINO

Scritto da Ezio Giuliano e Mariarosa Ventura: storie vere, di incontri unici, con i lupi e altri animali selvatici. Un volume con splendide immagini e collegamenti video

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di THOMAS ZANOTTI

TORINO – “Il guardiano dei lupi e altre storie”, è il titolo del nuovo libro del videomaker valsusino Ezio Giuliano, scritto a quattro mani con Mariarosa Ventura. Ezio Giuliano è molto conosciuto e apprezzato per le sue splendide fotografie e videoriprese dedicate ai lupi, che spesso condividiamo sulle pagine social e sul giornale ValsusaOggi.  Il libro (25 euro, Edizioni Graffio) sarà presentato venerdì 10 dicembre, alle ore 21, nella prestigiosa cornice del Circolo dei Lettori di Torino, in via Bogino 9. L’incontro, dove si potranno vedere anche video e immagini dedicati ai lupi della Valsusa, sarà moderato dal giornalista Fabio Tanzilli, direttore di ValsusaOggi. 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante animale, attività all'aperto e il seguente testo "l Il guardiano dei upi e altre storie"
Ezio Giuliano, “Il guardiano dei lupi”

“Il guardiano dei lupi e altre storie” nasce dall’ascolto di queste storie, dalla voglia di raccontarne le emozioni, e di condividerle. Non solo attraverso le immagini di un video, ma con le parole che vi prenderanno per mano, per accompagnarvi a scoprire il loro meraviglioso mondo segreto.

Da dove nasce l’idea di pubblicare questo libro, che racconta storie vere, di incontri unici con i lupi e altri animali selvatici? Lo racconta proprio Mariarosa Ventura: Fin da piccola ho amato la fiaba di Cappuccetto Rosso: un po’ perché lei era così coraggiosa da attraversare il bosco e affrontare il lupo. Un po’ perché nella mia versione personale della fiaba, lei e il lupo erano inseparabili. Lo sono ancora oggi, che da adulta ho studiato le fiabe antiche, ho scoperto il loro potere  pedagogico ed evolutivo. Portano messaggi antichi, ci parlano attraverso il linguaggio simbolico e la metafora. La fiaba di Cappuccetto Rosso è una fiaba di crescita ed evoluzione. Il bosco è il luogo di iniziazione, per ogni individuo, dove tutto può accadere; il lupo rappresenta la nostra parte inconscia, quella parte un po’ ombra, aggressiva e selvaggiaQuanti di noi sono affascinati come succede alla piccola Cappuccetto Rosso da questa parte primitiva, remota, istintuale che ci appartiene, ma soffochiamo, crescendo, nel bisogno di conformarci a una società che ne ha paura, e che il lupo rappresenta? Il successo  di questa fiaba, ancora oggi così amata, nasce proprio da questo. Per molti, la fiaba ricorda solo che il lupo è cattivo, e questo meraviglioso animale continua ad essere odiato, vittima di sciocche superstizione o mere strumentalizzazioni. Oppure amato. In modo totale. Senza alcuna riserva. Spesso quello che non conosciamo ci fa paura, e solosapere”, ci mostra le cose per quello che sono. Il lupo non è cattivo. Non è nemmeno buono. Il lupo è solo un lupo. Un animale selvatico, che vive nella natura, di diritto, nei boschi e sulle montagne. Questi luoghi sono la sua casa: ogni volta che entriamo in un bosco, siamo ospiti, e non dobbiamo dimenticarlo. Annusiamo l’odore di verde e muschio; respiriamo insieme agli alberi millenari. Ascoltiamo la sua voce pacata e antica. La natura è una Madre generosa e ci dona la vita; rispettare e aver cura delle sue creature è il modo migliore per onorarla. Quando ne usciremo, saremo colmi della sua energia buona. Non fa mai nulla per caso nel suo continuo ciclo di vitamorte, e di continua rinascita. Ogni albero, ogni animale, anche il più piccolo, ha il suo compito, importante, per continuare la vita. I grandi alberi caduti per vecchiaia o per le tempeste non restano al suolo, inutili, ma sono nutrimento per i nuovi semi. Molti animali sono predatori e, a loro volta, prede, in un perfetto equilibrio che si regola da solo, senza bisogno dell’intervento dell’uomo. Conoscere e rispettare i suoi tempi è il modo migliore per proteggere Madre Terra. Sapere che ogni animale selvatico teme l’uomo più di qualsiasi altra cosa, ci aiuterebbe a non averne paura,  a comprendere che la convivenza con loro è possibile. Il lupo non è mai pericoloso per l’uomo mentre l’uomo può essere per lui un terribile nemico. Eppure, quante cose potremmo imparare da lui? Nel suo sguardo profondo e saggio potremmo ricordare l’ancestrale connessione che i popoli antichi avevano con la natura, ma che oggi abbiamo dimenticato. Gli antichi cacciavano e uccidevano gli animali per cibarsene ma li onoravano e li ringraziavano per il loro sacrificio. Il lupo caccia, insieme alla sua compagna la femmina Alpha, e insieme al branco per nutrirsi e nutrire i cuccioli: ognuno di loro ha un ruolo, e l’interazione nel gruppo, è fatta di rispetto, fiducia e grande lealtà. Sono animali erranti, antichi. Rigorosi, e attenti. Fedeli la coppia alpha, se non ci sono morti per mano dell’uomo o, durante la caccia resta insieme per tutta la vita. Insieme cacciano, insieme lottano e insieme si prendono cura dei cuccioli. E con loro tutto il branco ne ha cura. Il lupo è uno dei pochi mammiferi, che ha questa attenzione per i piccoli. Il lupo nel branco osserva una rigorosa gerarchia: oltre alla coppia alpha, può essere composto da lupi di rango intermedio chiamati Beta, e da un Omega, il lupo più debole, di rango inferiore. Ognuno di loro rispetta e riconosce la coppia alpha che li guida e li protegge. Quando vanno a caccia possono allontanarsi anche di sessanta, settanta chilometri in una notte i cuccioli non vengono mai lasciati da soli: un lupo resta sempre con loro per proteggerli e averne cura. A differenza dell’uomo, il lupo uccide le sue prede solo se affamato: gli ungulati possono pascolare, a poca distanza da lui, se percepiscono che è già sazio. Il suo ululato è il suono stesso, struggente e selvaggio della vita. Ci chiama, ci chiede di ricordare, di andare nel profondo di noi stessi. Di essere parte della natura che è un dono prezioso ma che stiamo sempre più distruggendoHo avuto il privilegio di incontrare chi li conosce profondamente. Chi li ama e li rispetta, e vive con loro, quasi ogni giorno. Con cura e attenzione, per non disturbarli; per poter mostrare la meraviglia della loro naturaHo incontrato un Guardiano. Mi ha raccontato storie di lupi. Mi ha raccontato di fatiche, di tempo infinito nel nulla per aspettare, di notti gelide illuminate da una luna splendente. Del sudore che ti si appiccica addosso nei lenti pomeriggi di agosto. Dei dolori alla schiena per lo zaino che pesa infinitamente, per i sentieri così irti che pesano sulle spalle, sulle gambe. In ogni punto del corpo. Mi ha raccontato il dono di ogni incontro con questi splendidi animali, che scioglie ogni altro pensiero. Una connessione che ci riporta all’inizio del mondo a ricordare, davvero, chi siamo. Un dono che io stessa ho ricevuto, e che ho voluto, abbiamo voluto, fare ad altri perché potessero avvicinarsi a questi incredibili animali, con il giusto rispetto per la loro natura. Con gli occhi colmi di meraviglia per lo spettacolo unico e prezioso che Madre Terra ci regala ogni giorno. Poter scrivere queste storie, raccontare le loro giornate, di sopravvivenza, di lotte, di paura ma anche di grande gioia, quando si rincontrano tutti insieme, quando giocano con i cuccioli, quando urlano alla vita, è stato per me un grande privilegio”. 

Mariarosa Ventura. Classe 64. Scrittrice, blogger, formatrice, AnimalReiki Master e Master Reiki. Da sempre inventa e scrive storie. Ama entrare nel bosco e ascoltare la sua voce antica. Da sempre ama il lupo. Mai senza: il suo cane, un libro e un taccuino.

Ezio Giuliano e Mariarosa Ventura presenteranno il loro libro dal titolo “Il guardiano dei lupi e altre storie” (Editrice Graffio) nella serata di venerdì 10 dicembre alle ore 21 presso Il Circolo dei Lettori di Torino. Modera l’incontro il direttore di ValsusaOggi, Fabio Tanzilli.

 

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2 COMMENTI

  1. A fronte di quanto pubblicato è sicuramente la lettura sarà indubbiamente emotiva, dovrebbe spingere quasi come pedagogia, al rispetto della fauna, della natura che ci circonda, al contrario anche nelle nostre montagne (tanto chi se ne frega) il bracconaggio continua imperterrito. Non ci stupiamo quindi di trovare selvaggina nei ristoranti e rifugi privi del lotto numerato di tracciabilità, tanto alla fine sono tutti felici clienti inclusi, polenta e cervo dopo una sciata turandosi il naso è gli occhi

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