VALSUSA: “IO, PENDOLARE SCAMBIATO PER UN MIGRANTE E INSEGUITO FINO A CASA”

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di GABRIELE CAMUSSA
BARDONECCHIA – Mi chiamo Gabriele Camussa, abito a Torino e sono villeggiante nonché spesso pendolare con una seconda casa a Bardonecchia da una vita. Negli ultimi anni, l’acuirsi della crisi di flussi migratori (che furono oltretutto oggetto molti anni fa di una mia tesi di laurea in merito) ha fatto sì che venissero istituiti giustamente servizi caritatevoli di assistenza ai migranti diretti nelle loro ambizioni in Francia nelle stazioni di Bardonecchia e di Oulx (quest’ultima molto più interessata dal fenomeno di migranti diretti al Monginevro.
Provenendo io dal servizio civile ho sempre apprezzato questo lavoro di assistenza offerto da volontari di associazioni ed enti presenti in valle, ad esempio stimando molto l’opera della Rainbow for Africa diretta dal Dott. Narcisi che ebbi la fortuna di conoscere ad un convegno oltre tre anni addietro a cui ho destinato il mio esiguo cinque permille nella dichiarazione dei redditi.
Il sottoscritto probabilmente, perdonate la voluta esagerazione, di razza “bianca caucasica” talvolta a tarda sera fa pendolarismo, nonché nei weekend, con una seconda casa di famiglia a Bardonecchia rispetto al lavoro di ufficio. Il fatto talvolta di circolare scendendo a piedi spesso alla locale stazione ferroviaria coi treni in arrivo nella cittadina valsusina ai minuti cadenzati .41 principalmente alternativamente alle ore 20:41, 22:41 e 23:41 magari con un sacchetto in mano oppure una borsa frigo a tracolla da ormai un decennio viene scambiato regolarmente dai volontari presenti in stazione per un migrante necessitante di assistenza per le rigide notti invernali.
Il problema è che mentre sette/otto anni fa le brave volontarie mi chiedevano gentilmente se io avessi bisogno di aiuto e declinavo sorridendo e comprendendo la loro domanda, negli ultimi mesi la situazione si è fatta degna del “peggior sceriffato” del muro della frontiera californiana/messicana che ad esempio divide la città di San Diego con Tijuana, ad esempio uscendo dalla stazione Fs alle ore 23:41 di venerdì 17 u.s. l’autoveicolo – Pick up cassonato guidato da un volontario in divisa. Inizialmente costui al binario mi ha inseguito a più riprese e segnatamente: alle 23:45 percorrendo il lungofiume in salita me lo ritrovavo di fronte all’entrata della chiesa di Maria Ausiliatrice di via Papa Giovanni XXIII. Intimorito da tale mezzo lungo oltre sei metri il sottoscritto svoltava in via Montenero e poi viale Bramafam dove il sottoscritto si ritrovava nuovamente tale autoveicolo “Pick up bianco a sirena gialla” alle ore 23:55, in appunto viale Bramafam direzione viale della Vittoria (oltretutto senso vietato di circolazione se non erro da circa venti mesi a questa parte).
Particolarmente agitato per la ripetizione continua di questi gravi episodi , giunto per percorso affatto il più breve presso la propria casa di viale Callet al piano terra non appena accesa l’abat jour del soggiorno alle ore 00:10 di sabato 18 dicembre il sottoscritto notava nuovamente tale mezzo di soccorso (che evidentemente spreca solo gasolio per falsi allarmi) passare a velocità ridotta e finestrino parzialmente abbassato davanti al proprio condominio.
Tutto questo nei miei confronti prosegue da anni come se salire un un treno regionale in seconda serata diretto sui monti non fosse tollerato, non saprei se per evitare questo dovessi che so, salire su un convoglio dopo aver rifatto la barba con un rasoio pentalama di ultima generazione o dopo aver messo giacca e cravatta.
Tutto ciò è inammissibile, il codice penale colpisce per molto ma molto meno di questi comportamenti, perpetrato da persone che lodevolmente offrono del proprio tempo libero nel cuore della notte, ma che lo fanno senza adeguata preparazione nello stare a contatto col pubblico, distogliendo lo sguardo credendo di intravvedere mie camminate nel gelo verso il colle della Scala per espatriare, tralasciando lo sguardo da chi avesse davvero bisogno di assistenza. Si prega di inoltrare la seguente comunicazione a chi di turno in queste serate invernali.
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45 COMMENTI

  1. In un momento storico nel quale una grossa fetta della popolazione viene discriminata e perseguita poichè sprovvista di un lasciapassare che nulla ha di sanitario, ma solo di politico, questo frigna fiumi di parole per una scemenza del genere. Che pochezza intellettiva, nonchè umana.

    • Invece ha pienamente ragione. Si può chiedere a una persona di qualsivoglia nazionalità se ha bisogno di aiuto all’interno della stazione e se visibilmente si comprende che la persona è spaesata e in cerca di assistenza, ma pedinare una persona che va a casa sua per le strade di Bardonecchia si chiama stalking. Molto lodevole svolgere il volontariato per aiutare le persone che hanno necessità particolari, in un mondo dove la generosità non va di moda, ma accompagnare il signore fino a casa e poi addirittura praticamente spiarlo una volta entrato in casa e accesa la luce, per me è da denuncia per stalking. Se io fossi al posto del signore, andrei di persona ad avvisare i responsabili dell’associazione, poi, se si verificassero altri inseguimenti, farei denuncia, perché spero che si possa ancora rientrare a casa in sicurezza. D’altro canto, giorni fa, a Bussoleno, rientrata tardi perchè i miei genitori hanno problemi di salute, ho accompagnato molto brevemente il cagnolino che viaggiava con me a fare i bisogni. Mi sono ritrovata con una macchina Panda che dopo avermi avvistata, si è fermata quasi a centro strada, senza parcheggiare, a circa 30 metri da me, per controllare non si sa bene cosa. Cosa c’è da vedere quando una persona fa fare la pipì al cane di sera tardi? Morale della favola, sono rientrata a casa un po’ in fretta, e prima di svoltare l’angolo tra i condomini, mi sono voltata e la macchina in questione era ancora lì a centro strada con i fari accesi a controllare non si sa bene cosa, e proprio come il signore ho avuto paura, se ricapitasse prenderò il numero di targa e segnalerò alle forze dell’ordine. A quell’ora, una persona che vive in quei condomini, parcheggia, scende e va a casa a dormire, non sta a centro strada a controllare una persona con un cagnolino. Siamo arrivati al punto che dobbiamo avere paura di tornare a casa nostra? Mentre invece è giusto che la popolazione sprovvista di green pass abbia delle limitazioni, perchè è diritto dello Stato porre dei limiti in caso di pandemia: che si vaccinino, così aiutano a combattere e indebolire il virus, e hanno più libertà d’azione, anche se, vaccinati non deve significare imprudenti, bisogna lo stesso osservare norme come distanziamento, mascherina e mani lavate.

      • Grazie Eddy, difatti io puntualmente a viaggio terminato mi fiondo fuori dalla stazione e puntualmente mi trovo questi volontari, che per quanto lodevoli a stare in giro col freddo si credono di essere l’ispettore Clouseau, oltretutto credo che dopo un decennio un minimo di fisionomica loro nel riconoscermi potrebbero svilupparla, oltretutto o chiedi subito se una persona avesse bisogno di aiuto o lasci perdere, non te ne metti quatto quatto con un mezzo lungo 6 metri e mezzo, poi per coprire tutte le vie della cittadina da me citate non esagero a dire che gli occupanti del mezzo avranno dovuto percorrere sei – sette chilometri… Alla lunga ciò mi sembra un volontariato tendente alla missione Frontex di terra

      • Pippi Calzelunghe/Gwen…covidiota! Proprio tu parli…chi di stalking ferisce, di stalking perisce…

  2. Le razze non esistono. Non esiste la ( razza bianca caucasica : Rassista ! Chi di accoglionismo ferisce , di accoglionismo perisce .

  3. Non la ritengo una scemenza.
    Mi spiace per il sig. Camusso, ma forse è ancora peggio quando, nonostante ben vestito, senza barba, con libri in mano, un ragazzo vietnamita che da Avigliana va a scuola a Torino, venga quasi sempre fermato per controlli, stavolta da personale delle FFOO… Il problema è che sul treno non controllano gli altri passeggeri, il che dà fastidio maggiormente.
    Per fortuna, ormai lo “conoscono” e anzi , lo salutano! Buona giornata!

  4. Ma che strano. Basterebbe fermarsi, andare vicino alla vettura per fare chiarezza, esibendo i documenti. Anzi, con l’occasione si fa accompagnare a casa in macchina ! Quindi non è chiarissimo, ma comunque posso darle un consiglio ? Se capitasse ancora di essere seguito dal pickup o altra vettura, componga il 112 con il telefonino e chieda protezione perchè ha paura di essere aggredito.
    A Bardonecchia c’è un bel posto di polizia proprio davanti alla stazione e ” dovrebbero ” intervenire velocemente.
    Ci saranno scuse e spiegazioni e non credo che succederà di nuovo.

    • Buongiorno sono un anonimo volontario…questo…grazie commento è sospetto potrebbe mostrare il suo documento d’identità sulle pagine di questo giornale

    • Buongiorno sono un anonimo volontario…questo commento è sospetto potrebbe mostrare il suo documento d’identità sulle pagine di questo giornale

  5. A leggere i commenti di alcuni personaggi che infestano queste pagine con la loro ignoranza, non c’è da stupirsi che accadano episodi di questo genere.

  6. Pare una barzelletta…
    Sig. Camusso magari era sufficiente spiegarsi e mostrare a questo solerte volontario la sua carta di identità e questo qui pro quo sarebbe stato risolto in due secondi anziché farai inseguire a notte fonda per tutta Bardonecchia … Non crede ?

    • Buongiorno sono un anonimo volontario…questo commento è sospetto potrebbe mostrare il suo documento d’identità sulle pagine di questo giornale

  7. Le carenze di organico hanno accentuato il bisogno di demandare a soggetti terzi funzioni quali l’assistenza il soccorso ed il controllo. L’encomiabile sforzo profuso da migliaia di volontari è diventato,col passare del tempo, sempre più necessario. Ma eccessi di zelo come quello descritto dal signor Camussa non devono essere in nessun modo tollerati. L’unico appunto che mi permetto di farle è quello di non aver tempestivamente segnalato alle autorità competenti il comportamento di questo volantario, che oltretutto rischia di vanificare il lavoro di tutte le associazioni presenti sul territorio.

  8. Ma in pratica non è successo niente! Ma di cosa stiamo parlando? Ma se nemmeno lo hanno controllato. Ha ragione il lettore che commentò ricordando le restrizioni in atto in questo periodo: quello sono il problema, altro che questo accompagnamento! Che poi la ricostruzione di questo villeggiante non mi convince. Avrei voluto vedere se era in giacca e cravatta oppure vestito strambo e sospetto. Gabriele 2, la prossima volta si ricordi della punteggiatura. Porti rispetto per le virgole e per i volontari che ci garantiscono sicurezza.

  9. Secondo me il sig. Camusso è stato scambiato per un migrante e quello dell’auto lo cercava per proporgli lo sconfinamento in Francia… I lampeggianti arancioni li montano quelli dei cantieri, forze dell’ordine e similari li hanno blu…

    • Il vero problema è che non hai la pazienza di aspettare che il tuo commento passi il controllo della moderazione prima di essere pubblicato.

  10. Buongiorno,
    sono un medico volontario di Oulx. Mi dispiace che le sia capitata questa vicenda, non ho idea di chi possa aver fatto quello che racconta. Mi permetto tuttavia di ipotizzare che chiunque sia stato, non è sicuramente uno stupido o uno sprovveduto; potrebbe infatti trattarsi di qualcuno che osserva la presenza, già segnalata in valle, di cosiddetti “passeur”, ovvero persone che dietro lauta ricompensa in denaro aiutano le persone in transito ad espatriare, commettendo non solo un grave reato penale, ma anche un’azione immorale.
    Ovviamente non è il suo caso e se avrò modo segnalerò quanto le è capitato così che non accada più.
    Cordiali saluti e buone feste.

    • Giusto, sono d’accordo con lei.
      Ma mi chiedo perchè il Sig. Camussa non si sia rivolto alle FFOO.
      È laureato, non è certo un ragazzino, è socialmente impegnato… trovo strana questa lettera, veramente.
      Se il Sig. Camussa non chiarisse il motivo del suo comportamento vorrà dire che c’è qualcosa di poco chiaro.

    • Grazie, buone feste a Lei, dottore, resta il caso che se lo zelante volontario continua a vedermi solo dopo aver zizzagato (conseguentemente a ciò) per le vie di Bardonecchia, direi che il passeur a quel punto o non esisteva o aveva seguito delle regole di mimetismo non da poco, visto oltretutto che il mezzo del volontario era la sola auto in circolazione in molte centinaia di metri, né mi rifuggerei nel banale “magari costui mi aspettava a dorso di mulo” , posto che io volessi espatriare,

      Buone Feste a ei e ai suoi collaboratori, purtroppo ribadisoc come il prendere un treno regionale a tarda ora sia considerato un preambolo di un qualcosa da “volerci veder sù meglio” indistintamente da parte di terzi seppur lodevoli persone del terzo settore

  11. Dopo questa lunga serie di commenti, non saprei quanti di essi appropriati, rileggendo la lettera del Sig. Camussa confermo di avere inteso che il problema posto è la presunta criminalizzazione di chi, a modo suo, è “diverso”.
    Brillano le assurdità di presentarsi e mostrare i documenti al pedinatore o di doversi camuffare da “normale” indossando giacca e cravatta (quest’ultima ipotesi immagino/auspico ironica) di fronte ad una riflessione sul progredire (in meglio o in peggio secondo il gusto personale di chi scrive e commenta) dei comportamenti sociali di cui siamo partecipi.

  12. Meno male che ci sei tu che ci puoi illuminare e ci aiuti a comprendere le problematiche della vita e della società.
    Grazie, grazie di esistere e di scrivere su queste pagine.

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