ADULTI DISABILI: UN INCONTRO A BUSSOLENO

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dalla COOPERATIVA FRASSATI ONLUS

BUSSOLENO – “Adulti e Partecipi” è il titolo del seminario che si terrà venerdì 17 giugno, a partire dalle ore 15 al Salone Polivalente di Bussoleno. Sarà un pomeriggio di incontri e racconti di alcune delle esperienze che si sono realizzate nel nostro territorio, a favore di persone con disabilità, nel corso degli ultimi anni.

Il Con. I.S.A, Valle di Susa – Val Sangone insieme a Cooperative Sociali e Associazioni, partner nella gestione di servizi e progetti a favore di persone con disabilità, ormai da tempo hanno individuato e perseguito una modalità collaborativa sia per riconoscere i bisogni che per sperimentare possibili risposte.

Una delle occasioni per sperimentare attività e percorsi innovativi la forniscono gli Enti che attraverso bandi co-finanziano progetti innovativi, favorendone così la realizzazione. La Fondazione CRT propone con continuità, il bando VIVO MEGLIO; Il Consorzio, le Cooperative e le Associazioni vi partecipano presentando progetti in partenariato. Gli ultimi progetti approvati e realizzati, ormai giunti a conclusione, sono: “COLTIVIAMO BENESSERE: formazione, occupazione e mobilità in Valle di Susa”, ALUMÉ – attiviamoci insieme e CASA D’AUTONOMIA – interventi di promozione di autonomia e autodeterminazione.

Ci sono delle tappe, come la conclusione dei percorsi scolastici e il raggiungimento della maggiore età, che rappresentano un punto di snodo per tutti: il mondo degli adulti è a portata di mano e le aspettative dei giovani e dei genitori si modellano su nuovi traguardi, primo tra tutti “trovare un lavoro”, obiettivo che sembra imprescindibile per l’acquisizione di una identità adulta. Sebbene le leggi italiane tutelino e promuovano la collocazione al lavoro di persone con disabilità, negli ultimi anni assistiamo ad un mondo del lavoro che diventa sempre più competitivo e teso alla ricerca della performance più alta e, contemporaneamente, il progresso tecnologico ha di fatto provocato la scomparsa di mansioni semplici che tradizionalmente rappresentavano le opportunità di occupazione per le persone con difficoltà.

Tuttavia l’inclusione lavorativa e sociale delle persone disabili non può prescindere dal contesto entro cui si svolge, che può facilitare l’inclusione se è disponibile ad adattarsi e a modificarsi, realizzando le condizioni che permettono fattivamente l’inclusione, anche quella lavorativa,

Con il progetto “Coltiviamo Benessere” abbiamo provato a promuovere e valorizzare i contesti occupazionali inclusivi e prossimali, scegliendo come ambito di investimento quello dell’agricoltura sociale, che negli ultimi anni ha dimostrato un sempre maggiore interesse per l’organizzazione di percorsi innovativi di accoglienza e di inclusione socio-lavorativa ed ha offerto una variegata gamma di possibili attività che si possono adattare alle capacità di ciascuno. Si sono così avviate attività laboratoriali di orticultura ed è stata offerta la possibilità di sperimentarsi in collaborazione con le aziende agricole del territorio.

Tuttavia non è solo attraverso “il lavoro” che si diventa adulti, il pedagogista Andrea Canevaro ci ha insegnato che ciascuno può essere “operoso” a modo suo e, così come ci indica la “Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità”, occorre fare un salto di qualità e accendere l’attenzione su temi come l’empowerment e l’autodeterminazione, sia nell’organizzare i servizi che nel progettare percorsi individuali. Ed è in quest’ottica che sono stati realizzati due progetti paralleli ed intrecciati “Alumè” e “Casa d’Autonomia”.

Alumè è una parola occitana che significa “illumino”, e intende accendere l’attenzione intorno ai concetti di attivazione ed empowerment delle persone con disabilità, abbracciando una visione che mira a promuovere l’adultità e la cittadinanza attiva all’interno della comunità, sia attraverso un percorso di “accompagnamento alla vita adulta”, sia offrendo la possibilità di “ingaggiarsi” in attività concrete, tese ad incrementare “valore sociale”, con iniziative di impegno civico e sociale a beneficio della collettività, che siano di esempio e di stimolo. Sono davvero tante le attività proposte: la manutenzione degli spazi comuni, i servizi offerti per la gestione di eventi e fiere, la collaborazione con i Comuni per l’ampliamento dell’apertura e delle attività delle biblioteche di piccole dimensioni, solo per citare alcuni esempi.

Per sostenere la crescita nell’autonomia e nell’autodeterminazione delle persone con disabilità, ed accompagnare le famiglie verso il distacco sono state quindi realizzate occasioni per sperimentare effettivamente spazi d’autonomia al di fuori del proprio contesto famigliare, in compagnia di un gruppo di amici; sono quindi stati realizzati brevi soggiorni, “quasi” autogestiti, in strutture alberghiere e in appartamento e sono state realizzate attività laboratoriali per consolidare gli apprendimenti.

Per i caregivers e per i genitori, che rivestono un ruolo fondamentale nel sostenere i percorsi di autonomia del ragazzi, perché legittimano le esperienze che segnano il distacco dalla famiglia d’origine, sono stati realizzati cicli d’incontri tematici, spazi di riflessione, scambio, incontro, condivisione e formazione. Formazione che ha accompagnato anche gli operatori coinvolti nei tre progetti con interventi di esperti e tecnici esterni.

Con l’evento del 17 giugno, intendiamo raccontare tutto questo ed anche ricordare tutti quelli che hanno collaborato: il Comune di Bussoleno che patrocinia l’evento, gli operatori del Con. I.S.A. Valle di Susa – Val Sangone, le Cooperative Sociali Il Sogno di una cosa, P.G.Frassati, Biosfera, Amico, Il Riccio, L’Arcobaleno, l’Associazione Rondò di bimbi ed anche le aziende agricole ospitanti: Valdivento, Lilliput Piccoli frutti della terra, Dalla Terra Nativa, Raseri Giulio e Monteagribio. Durante il seminario si prevede l’intervento di Franco Floris, formatore ed ex caporedattore della rivista Animazione Sociale.

Ci aiuterà a comprendere il contributo che le persone con disabilità e i servizi, attraverso progetti come quelli che saranno presentati, possano rendere le comunità delle due valli maggiormente coese e solidali, in un’ottica che vede la fragilità, una condizione che è parte naturale della vita di ogni essere umano, non solo come un problema ma anche come possibile risorsa, come stimolo per la crescita collettiva. Vi aspettiamo numerosi.

 

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