BARDONECCHIA, BLITZ DEI CANI ANTIVELENO DOPO LA MORTE DI UN ANIMALE: CONTROLLI A ROCHEMOLLES

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RICEVIAMO DAL PARCO ALPI COZIE

BARDONECCHIA – Lunedì 12 dicembre le unità cinofile antiveleno del progetto Life WolfAlps sono intervenute a Rochemolles, frazione del comune di Bardonecchia, per verificare la presenza di eventuali esche e bocconi avvelenati.L’intervento è stato attivato su segnalazione dei veterinari ASLTO3 e dell’Istituto Zooprofilattico di Torino dopo il decesso di un cane per avvelenamento. I cani antiveleno del Corpo Forestale dello Stato e dei Parchi Alpi Cozie hanno perlustrato per l’intera giornata l’abitato e le aree limitrofe della frazione montana, senza riscontrare pericoli, la zona controllata risulta al momento fruibile senza rischi per i nostri amici a 4 zampe.

 

La verifica del territorio è stata coordinata con il sindaco di Bardonecchia. Il ministero della Salute con ordinanza del 13 giugno 2016 “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati (GU Serie Generale n.165 del 16-7-2016)” dispone infatti che “Il proprietario o il responsabile dell’animale, deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati o che abbia manifestato una sintomatologia riferibile ad avvelenamento, segnala l’episodio ad un medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto avvelenamento, corredata da referto anamnestico. L’Ente gestore territorialmente competente o il sindaco sono responsabili per gli animali selvatici e domestici senza proprietario”.

 

L’attuale squadra antiveleno è addestrata grazie al progetto Life WolfAlps e interviene per attività di antibracconaggio con il supporto di guardiaparco, agenti della Città Metropolitana di Torino e guardiacaccia, è disponibile per interventi di bonifica richiesti dai sindaci o da enti. La segnalazione di sospette esche o bocconi avvelenati va tempestivamente fatta chiamando il 1515 del Corpo Forestale dello Stato.

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4 COMMENTI

  1. 1)istituire un corso obbligatorio con rilascio di patentino per possessori di cani particolarmente aggressivi 2)inasprimento delle sanzioni e pene per il mancato rispetto delle disposizioni di legge. 3)sequestro immediato dell’animale in caso di gravi fatti di aggressione a persone o ad altri animali

  2. Il veleno bisognerebbe metterlo nel piatto di quelli che uccidono gli animali con relative esche! Ma come possono ancora esserci casi di bracconaggio al giorno d’oggi? Quella gente (indigeni locali) andrebbero sorvegliati e puniti. In quei posti sarebbe bello far correre e giocare i nostri cani ma per colpa di assassini cosi non e’ possibile ma dove viviamo?

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