IL CANTO DOLCISSIMO DI MAMMA MARELLA DEDICATO A MARGHERITA: “FIGLIA”

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Sarà difficile dimenticare la giornata di martedì 21 febbraio in alta Val Susa, soprattutto per chi ha voluto bene a Margherita, la ragazza di 24 anni travolta insieme ad altri due giovani da una valanga sullo Chaberton.

Ma tra tutti i momenti di sconforto, lacrime e memoria, c’è stato un passaggio dalla dolcezza infinita. Finisce la messa, poco dopo il sacramento della Comunione. Mamma Marella si alza dai banchi, prende in mano la chitarra e inizia a cantare un brano indimenticabile: si tratta di “Figlia” di Roberto Vecchioni, uno dei grandi capolavori del cantaurore milanese.

“E figlia, figlia, non voglio che tu sia felice, ma sempre “contro”, finché ti lasciano la voce…vorranno la foto col sorriso deficente, diranno: “Non ti agitare, che non serve a niente”, e invece tu grida forte, la vita contro la morte”.

Solo voce e chitarra, con lo sguardo rivolto a Margherita, il cui corpo è deposto nella bara coperta da un velo bianco e tantissimi fiori: il tono è perfetto e delicato, intenso, l’emozione non tradisce la voce di mamma Marella: il suo canto avvolge tutti, dentro la chiesa di San Restituto. La voce ed il canto come un’ultima carezza verso la figlia, quasi come una ninna nanna, di quelle che fanno riposare i propri figli serenamente, facendo sparire ogni paura. Quella carezza che solo una mamma può dare.

“E i sogni, i sogni, i sogni vengono dal mare, per tutti quelli che han sempre scelto di sbagliare, perché, perché vincere significa accettare…”

Mentre mamma Marella canta, le altre due figlie Benedetta e Sofia si siedono sui gradini davanti all’altare, proprio vicino a Margherita.
 “E figlia, figlia, figlia sei bella come il sole, come la terra, come la rabbia, come il pane, e so che t’innamorerari senza pensare, e scusa, scusa se ci vedremo poco e male… Lontano mi porta il sogno, ho un fiore qui dentro il pugno”.

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