LAGO DI AVIGLIANA, CONTINUA LA BATTAGLIA CON DUE RICORSI AL TAR: “CHIEDIAMO I DANNI AL COMUNE”

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di ANDREA MUSACCHIO

AVIGLIANA – Continua la battaglia per la baia grande del lago di Avigliana davanti al Tar del Piemonte, per i due ricorsi presentati dalla società “I tigli del lago rotondo”, contro due delibere del Comune, che prevedono la chiusura del tavolo di confronto sul futuro dell’area e l’esproprio della baia per pubblico interesse.

Sono due ricorsi al Tar: uno contro la delibera di luglio 2019 in cui il Comune ha deciso la chiusura del tavolo, e l’altro contro il nuovo atto di esproprio deliberato nel consiglio comunale di settembre: “Chiediamo i danni dal 2001 ad oggi – afferma Messina – perciò l’indennità di occupazione per questi 20 anni, dove il Comune ha occupato in maniera illegittima l’area, più tutti i danni erariali che ne derivano. Noi riteniamo che l’esproprio sia illegittimo. Hanno ripresentato la richiesta di esproprio, ripristinando quello che è già stato respinto. Non ci sono fatti nuovi per i quali il Comune, a nostro avviso, può ripresentare lo stesso tipo di esproprio. È già stato respinto una volta anche in Consiglio di Stato e loro lo hanno ripresentato nuovamente, come all’epoca“.

Tutto nasce il 9 luglio, quando l’amministrazione aviglianese, durante il consiglio comunale, presentò una delibera dove mise di fatto la parola fine sul “Tavolo di confronto”, in quanto gli elementi presentati dalla società privata non erano stati abbastanza convincenti per poter proseguire il dialogo sulla progettazione della Baia Grande.

Il protocollo d’intesa tra la Città di Avigliana, l’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie e la società I Tigli del Lago Rotondo, proprietaria della Baia, era stato firmato nel 2017. A seguito di questa firma, le parti private e pubbliche avevano sospeso gli effetti del contenzioso giudiziario sulla Baia Grande durato 15 anni, per iniziare a confrontarsi sull’area privata.

Un confronto che, secondo il Comune, non ha portato agli esiti sperati. Con queste parole il sindaco di Avigliana, Andrea Archinà, durante un’intervista a ValsusaOggi, provò a spiegare il mancato appoggio dell’amministrazione: “Il Tavolo, visto che gli elementi presentati erano molto lacunosi, non ha potuto ricevere la condivisione da parte del Comune e quindi ha dichiarato che mancavano dei requisiti. Si nutrivano forti dubbi rispetto alla costruzione di serre alte 32 metri e non solo“. 

E aggiunge: “Il Tavolo poteva terminare o con una condivisione sull’idea progettuale che loro hanno presentato oppure con un nulla di fatto. Se non si fosse trovata la condivisione, e quindi l’amministrazione non si fosse fatta carico nel sostenere quel progetto, è chiaro che ognuno ritornava sulle proprie posizioni prendendo le iniziative che riteneva utili sulla questione della Baia Grande”.

Invece, secondo l’opinione del proprietario Sandro Messina, “il Comune di Avigliana abbandonò l’accordo senza avvisare i diretti interessati”. Per questa ragione, il 3 agosto 2019 la società privata recintò l’area, chiudendo l’accesso alla Baia Grande, impedendo di fatto ai turisti di concludere la passeggiata intorno al Lago, per poi fare un passo indietro e riaprirla per tutto il mese di settembre.

Per l’amministrazione questa mossa sancì l’interruzione del Protocollo d’intesa. Proprio per questo motivo, a settembre, il Comune si giocò la carta dell’articolo 42 bis sugli espropri per rientrare pienamente in possesso della Baia e dichiarando “se l’opera ha una funzione sociale quello che prevale sulla proprietà è l’interesse pubblico“.

Successivamente, nel mese di ottobre, l’ente parco ha pubblicato una nuova delibera, dove confermava la possibilità di esaminare nuovamente il progetto e di riconvocare il “Tavolo di confronto”. Secondo Messina, il sindaco, nonostante si fosse prese l’incarico, “non ha mai riconvocato il Tavolo”.

A seguito di questi eventi, I tigli del lago rotondo, hanno presentato ad ottobre ricorso al Tar, in riferimento alla delibera di luglio: “Noi abbiamo un accordo firmato – spiega Messina – Il Comune non tiene fede all’accordo e poi avvia un esproprio. Non penso si possa condividere il loro comportamento. Noi siamo disponibili a discutere con tutti; così come lo abbiamo fatto con il parco Alpi Cozie. Però, con il Comune, ci siamo trovati davanti ad un muro e non abbiamo più avuto la possibilità di dialogare. Hanno abbandonato il Tavolo senza dirci nulla“.

Al momento, non sono ancora state pubblicate le date in cui si terranno le due udienze.

 

 

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