TEATRO, QUESTA SERA AD AVIGLIANA LO SPETTACOLO DI MONI OVADIA PER IL VALSUSA FILMFEST

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RICEVIAMO DALL’UFFICIO STAMPA DEL VALSUSA FILMFEST

AVIGLIANA – Prosegue l’intensa XXI edizione del Valsusa Filmfest, festival poliartistico sui temi del recupero della memoria storica e della difesa dell’ambiente che da 21 anni anima un territorio aperto all’incontro e al confronto culturale che in questa edizione si svolge in 12 comuni della Valle di Susa: Almese, Avigliana, Bardonecchia, Bussoleno, Chiusa San Michele, Condove, Mattie, Meana di Susa, Oulx, Susa, Venaus e Villar Focchiardo – oltre che a Torino.

Il 12 aprile al Teatro Fassino di Avigliana è in programma un incontro con Moni Ovadia in un evento intitolato “Parole e musica in libertà Rom e Gagé” insieme ai musicisti Paolo Rocca, Albert Florian Mihai, Marian Serban, Petrica Namol e con partecipazione dei Black Fabula, gruppo teatrale composto da richiedenti asilo africani e curato della compagnia Fabula Rasa.

Moni Ovadia, noto attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante racconterà con passione l’impegno di una vita, artistica e personale, nella quale la radice ebraica si è trasformata in canto per la comprensione e l’uguaglianza fra i popoli.
L’evento viene organizzato in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Avigliana.

Moni Ovadia è nato a Plovdiv, in Bulgaria, e si trasferì quasi subito con la famiglia a Milano. La sua è una famiglia di ascendenza ebraica sefardita, ma di fatto impiantata da molti anni in ambiente di cultura yiddish e mitteleuropea. Questa circostanza ha influenzato profondamente tutta la sua opera di uomo e di artista, dedito costantemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell’Europa orientale. Si laurea in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano. Contemporaneamente al suo percorso accademico muove i primi passi artistici sotto la guida di Roberto Leydi, con cui inizia la sua carriera di cantante e musicista nel Gruppo dell’Almanacco Popolare, guidato da Sandra Mantovani. Nei primi anni settanta è fondatore del Gruppo Folk Internazionale, poi Ensemble Havadià, dove suona il violino, la chitarra e la tromba, con il quale realizza gli album Festa Popolare, Daloy Polizei, Il Nonno di Jonny, Le Mille e una Notte e (già con il nome di Ensemble Havadià) Ensemble Havadià e Specchi. Suonando questo nuovo  genere musicale (per l’epoca), che oggi potremmo definire folk-progressivo, gira i maggiori festival europei di musica folk. Insieme agli Stormy Six anima la cooperativa l’Orchestra, primo esempio di etichetta indipendente italiana.

I Black Fabula sono dieci ragazzi africani provenienti da Mali, Costa D’Avorio, Guinea e Gahana ed i loro nomi sono: Sinna Jallow, Moussa Keita, Moussa N. Keita, Moussa Konatè, Al Hassane Kone, Siaka Doumbia, Salif Sanjare, Seidou Sako, Sisoko Thiekoro e Issa Traore’.
Dopo un solo mese dal loro arrivo  nella città di Almese (TO) ad aprile del 2015, hanno cominciato un laboratorio teatrale ed uno di pittura  proposti e diretti da Beppe Gromi della compagnia Fabula Rasa.
Dopo alcuni mesi di intenso lavoro si è consolidata l’identità del gruppo con il nome BLACK FABULA dando vita ad una mostra e allo spettacolo “Dove cielo tocca mare” che ha debuttato nel gennaio del 2016 e che è stato riproposto il 29 ottobre scorso al Teatro Magnetto di Almese nel contesto della Rassegna Camaleontika dopo una decina di repliche e in una nuova e emozionante versione.

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