VALSUSINO VINCE IL TITOLO MONDIALE DI HOVERCRAFT: LA BELLA STORIA DI SCANAVINO

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di DIANA TASSONE

BARDONECCHIA – Campione di hovercraft vince il suo quarto titolo mondiale. Michele Scanavino, campione di hovercraft di Bardonecchia, ha vinto 11 europei e 4 titoli mondiali, l’ultimo proprio domenica, in Inghilterra.

Hovercraft, uno sport che consiste essenzialmente in un veicolo che viaggia su cuscini d’aria, mosso da eliche, in grado, però, di spostarsi su diverse superfici. Le gare si sviluppano, perciò, dentro e fuori di un lago.

Il pluri campione di hovercraft, spiega quindi in che modalità si tengono le gare. “I mondiali iniziano il mercoledì con le prove, dopodiché il venerdì si inizia con sei manche, tutto nell’arco di tre giorni, due al giorno. La domenica, si sommano i punteggi di tutte le manche e si ottiene il vincitore”.

Un vincitore, che quest’anno risulta proprio essere Scanavino.
Un campione che ha alle spalle tutta una serie di successi: “Ho iniziato a gareggiare nelle categorie junior nel 1983. Ho vinto nel 1994 il primo titolo europeo e nel 97 il mio primo mondiale, disputato in Francia. I miei titoli mondiali li ho vinti in Inghilterra, la nazione che ha inventato questo sport, perciò è lì che si tengono più gare”, spiega il campione.

E quando gli abbiamo chiesto quali sono state le emozioni provate dopo aver vinto il suo quarto titolo, Scanavino scherza: “Anche con qualche capello bianco sono riuscito a vincere. Il ragazzo vicino a me aveva, precisamente, 20 anni di meno. Nonostante gli altri siano più giovani, ho avuto le mie soddisfazioni”.

Come si fa, perciò, a diventare un campione mondiale ed europeo di hovercraft? “Ci vuole abbastanza esperienza. Bisogna anche essere capaci di fare i meccanici. Corro per un team tedesco adesso ed oltre a fare il pilota ho imparato soprattutto a fare il meccanico, così da mettere a punto il mezzo, ed essere perciò in grado di sfruttare certe malizie. Inizialmente, quello che mi fregava era che mi fidavo di altri per la messa a punto. Con gli anni, invece, si riesce ad affinare la tecnica e ad avere risultati. È necessario anche essere messo a posto fisicamente, il mezzo fa 0/100 in 3 secondi, e il pilota fa il contrappeso del mezzo. In inverno, per tenermi in allenamento scio a Bardonecchia”.

E la fortuna conta? Scanavino ride e risponde: “La fortuna certamente conta, però può funzionare una volta sola. Bisogna essere soprattutto preparati e allenati”.

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