VIDEO / VALSUSA, 60 ANNI FA L’IMPRESA DELL’ELEFANTE JUMBO: ATTRAVERSÒ IL MONCENISIO COME ANNIBALE

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di ANDREA MUSACCHIO

MONCENISIO – Esattamente 60 anni fa, il 23 luglio del 1959, una spedizione inglese guidata dall’ingegnere John Hoyte, cercò di ripercorrere l’accesso in Val di Susa compiuto da Annibale secoli prima, dimostrando che un elefante sarebbe stato in grado di superare il valico del Moncenisio.
Per gli storici e gli archeologi è sempre stata materia d’interesse cercare la veridicità dell’evento, tanto da replicare il medesimo percorso compiuto dal condottiero cartaginese.
L’esperimento venne chiamato “The British Alpine Hannibal Expedition” e, per far si che funzionasse, John Hoyte fece il viaggio in compagnia di Jumbo: un’elefantessa dello zoo di Torino da un peso di circa 26 quintali, la quale fu portata in Francia a Montmèlian con il treno e attraversò le Alpi a piedi presso il passo del Moncenisio.

La storia di questo appuntamento viene raccontata da Mariano Tomatis con un video presente su YouTube. Tomatis ha voluto ripercorrere il tragitto della spedizione inglese, spiegando le varie tappe del percorso servendosi di vecchi documenti come testi di giornale, fotografie e filmati. Come spiega la sua voce fuoricampo, il viaggio partì da Montmèlian passando per la Maurienne e la Val Cenischia, per un totale di 150 km e 2.000 metri di dislivello.

La spedizione partì il 20 luglio del 1959 ed ebbe un’ottimo successo mediatico. In ogni villaggio, paese o città in cui Jumbo faceva sosta, la spedizione venne accolta da gente in festa anche se, come ricorda Tomatis attraverso un’aneddoto, l’atteggiamento ribelle di Jumbo preoccupava le forze dell’ordine. Infatti, per via della sua voglia di giocare, durante una tappa Jumbo “innaffiò” letteralmente un prete dalla testa ai piedi.

Il viaggio della coppia Hoyte e Jumbo proseguì passando per Modane e Breamans dove ancora oggi è possibile osservare un monumento dedicato al passaggio di Annibale, il quale celebra l’attraversata che la spedizione inglese ha tentato di rifare.
A causa di un sentiero inagibile, Hoyte da Breamans optò per la strada che Napoleone intraprese per invadere l’Italia passando, quindi, dal Colle del Moncenisio. L’ingresso in Val di Susa mise la parole fine al viaggio degli inglesi. Il passaggio di Jumbo in Valle portò enorme calore da parte dei valsusini, i quali prima al Moncenisio e poi a Susa offrirono banchetti, balli e un corteo trionfale davanti all’arco di Augusto della città di Susa in onore dell’elefante.
Il viaggio non ebbe molto valore per gli storici di professione, conclude Tomatis, eppure vedere un’elefante sulle Alpi è stupefacente oggi quanto lo fu all’epoca di Annibale.

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3 COMMENTI

  1. Credo una trentina di anni fa, anche Eric Clapton aveva ripercorso le tracce di Annibale con un elefante, terminando il percorso a Bussoleno. Ricordo che mio padre mi telefonò per dirmi “vieni subito in piazza della stazione perché c’è un cantante famoso alla guida di un elefante” …pensando a qualcuno tipo Umberto Tozzi o Pupo (senza nulla togliere) non ci andai con una scusa. Quando vidi la foto con mio padre divenni blu…

  2. Per me è uno speciale ricordo perchè lo stesso giorno mi trovai ricoverato all’Ospedale di Susa accanto ad un nano della compagnia dell’elefante che era stato morso da una vipera presso il Moncenisio durante una sosta. Anch’io ero stato morso da una vipera sopra San Didero mentre andavo a funghi (in pantofole) Ricordo che dei giornalisti ci intervistarono per la strana coincidenza ma non ricordo su che giornale apparve la notizia. Grazie comunque per aver commemorato l’evento. Io avevo 13 anni.

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