A OULX UN BEL CONFRONTO SUL DIALOGO INTERCULTURALE: “L’ACCOGLIENZA NON È OBBLIGARE, MA FARE INSIEME”

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di FEDERICA BERNARD

OULX – Il 3 novembre, presso la sala del Consiglio Comunale di Oulx, si è tenuta la seconda edizione della serie di incontri della rassegna “Sana e robusta costituzione” in collaborazione con l’istituto Des Ambrois, il Comune di Oulx, la Casa delle Culture, Avviso Pubblico, il Comune di Bardonecchia e la Unitre Alta Valle Susa.

Ad introdurre la serata è stato il sindaco Paolo De Marchis; il tema principale era “Il dialogo interculturale: vivere insieme con pari opportunità e propria dignità”.

Successivamente ha preso parola il professore Piero Gorza, proponendo “il dialogo come un qualcosa di personale, dell’esser persona, ma per avere una comunicazione si ha bisogno di un interlocutore sociale e punti come l’apertura e il cambiamento che sono essenziali in quest’ambito”. Si è accennato anche alla paura, molto frequente fra i cittadini, “verso questa convivenza difficile”.

La parola poi è passata a Laura Lepore, antropologa di Ferrara, analizzando più nel dettaglio su come le “Istituzioni affrontino il problema dell’immigrazione”.

Si son fatti riferimenti all’esperienza nella scuola dell’antropologa Lepore: “Fin dagli anni ’90 si è cercata una relazione con svariati strumenti come manuali o protocolli di accoglienza. Il problema è stato quello di portare in scena le culture e non le persone, forzando la loro identità e catalogandoli in tasselli ben precisi in base alla loro nazionalità, generalizzando. Oggi è più evidente e conflittuale il rapporto perché viene fatta resistenza a questi modelli mentre andrebbe letta e approfondita la particolarità di ciascuno”.

 

“Ma non ci si può limitare all’accoglienza” afferma il professore Piero Gorza dando la parola poi ad Adriano Favole, professore associato del Dipartimento di Culture, Politica e Società UniTo: “Affiora il fallimento della società nel proporre tali modelli così rigidi”. Il discorso prosegue citando l’articolo 1 della Costituzione, facendo riferimenti a rischi di egemonia, sotto-pagamento e sfruttamento.

“L’accoglienza non è obbligare o no, ma è fare insieme”, come si può vedere ad esempio nell’ambito scolastico. La società in tutto ciò dovrebbe essere come un “cantiere” sempre operativo e non come una struttura statica. Invece risulta esserci una vera e propria incapacità di fare società.

Infine la parola passa all’antropologo Francesco Remotti dell’università di Torino. Si è parlato di tecniche di convivenza come può essere lo scherzo; con esso si riconoscono le differenze e si esorcizza quest’inquietudine verso il prossimo. Uno dei problemi è anche “quello dell’identità, che fa emergere diversificazioni troppo radicali che a volte sfociano in violenza morale o addirittura fisica”.

Si propone quindi un diverso pensiero, ovvero di buttare via l’identità e sostituirla con due concetti: la somiglianza e la differenza, che formano un intrico: “Bisogna trasformare l’intrico in un intreccio, lasciando queste differenze inevitabili ma con a sostegno una rete ben robusta. Alla fine però, la convivenza necessaria è quella con la natura che l’uomo sta distruggendo, arrivando ad avere risorse sempre più scarse”.

Gli altri due appuntamenti saranno sempre a Oulx rispettivamente:

-giovedì 16 novembre, ore 20.45, “Il dialogo interreligioso: atteggiamenti di aperture reciproche”.

-venerdì 24 novembre, ore 20.45, “Il dialogo nella politica: il Bene Comune come punto di equilibrio”.

 

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